La mia storia

2 anni, 24 mesi, 731 giorni e infinite lacrime

E così, è passato un altro anno.
Tra decisioni, indecisioni, certezze crollate miseramente, sogni affiorati e poi spezzati, equilibri conquistati a fatica e rovinose cadute.

Oggi è il secondo anniversario della mia morte.
Beh, certo, detto così suona troppo drammatico, forse.
La morte segna la fine di ogni speranza. Ed io, di speranza, ne ho ancora.
Nonostante, quel giorno di esattamente due anni fa, che ora pare lontanissimo, qualcosa dentro di me sia morto davvero.

Il 13 gennaio 2012 io e Marito abbiamo scoperto di non poter avere figli. E da allora tutto è cambiato. E tutto è rimasto uguale.

Anche l’anno scorso ho scritto un post per ricordare il nostro lutto.
Sono sempre stata una maniaca delle date, delle ricorrenze.
Io e Marito festeggiamo ancora il mesiversario, per dire. Ricordo la data in cui ci siamo messi insieme, ormai sono passati dieci anni, il giorno in cui abbiamo fatto l’amore o ci siamo detti “ti amo” per la prima volta, il giorno in cui abbiamo deciso di provare ad avere un bambino.

Marito non ha la più pallida idea di che giorno sia oggi. Lui è una frana con le date.
Io non gliel’ho ricordato. Mi avrebbe detto di smetterla di pensarci. E io mi sarei arrabbiata.
E poi, voglio “gustarmi” questo dolore da sola.

Oggi non ho fatto altro che ripercorrere con la memoria quel giorno lontano.
Ricordo tutto, perfettamente. La dura giornata al lavoro, l’incidente d’auto in pausa pranzo, la litigata con i miei, la corsa dalla ginecologa, alla sera, per mostrarle il risultato delle analisi.
E le sue parole: “Voi non potrete mai avere un bambino, mi dispiace.”
Il mio pianto, davanti all’ingresso della clinica. I passanti che mi guardavano come se fossi pazza. Il viaggio in macchina verso casa. Niente autoradio. Solo il rumore delle mie lacrime.

La litigata con mio marito. La mia rabbia verso di lui. Il dolore per entrambi. La consapevolezza che niente sarebbe stato più come prima.
Che quell’attesa, già durata un anno e mezzo, si sarebbe protratta per molto tempo.
La voglia di lottare.
La speranza.

Vorrei sentirmi speranzosa come quel giorno.
Quel giorno è stato il più brutto della mia vita, ma la speranza era diversa rispetto a quella che provo oggi.
Due anni fa credevo che con l’aiuto della medicina tutto sarebbe stato facile.

E’ impossibile che due persone come noi non possano diventare genitori, dicevo.

La speranza c’è ancora. Ma non è più limpida come quel giorno.
Oggi è annebbiata dalla stanchezza, dalla rabbia, dall’insicurezza.

Spero, tra un anno, di non ritrovarmi a scrivere un altro post come questo.

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8 thoughts on “2 anni, 24 mesi, 731 giorni e infinite lacrime

  1. ciao donne diversamente fertili…. io sono moira ho 37 anni e da 4 sono anche io aspirante mamma… noi in realtà non abbiamo evidenti problemi che impediscono il concepimento ma in pratica dopo tanti tentativi comprese 3 IUI 3 ICSI e un criotrasfer siamo ancora qua… sempre più disillusi sempre più arrabbiati e sempre più scoraggiati. anche se non c’è stata una sentenza di infertilità i nostri percorsi sono simili… le sensazioni sono le stesse… anche se in realtà io ci spero tutti i mesi anche quando “facciamo da soli” la dura realtà è che ad ogni ciclo che arriva inesorabile io sprofondo sempre più in basso… e ora mi sento proprio spalmata a terra. comincio a risentire sia fisicamente sia mentalmente di questo vuoto e di questa mancanza… sono arrabbiata e sono stanca… non mi so spiegare perchè debba essere tanto difficile un qualcosa che per milioni di donne è la cosa più semplice al mondo spesso anche non desiderata. la cosa davvero triste è che ora tutto è cambiato… dal sogno romantico di coronare il nostro amore con un figlio, ora ci sono sentimenti tutt’altro rosa e piacevoli che hanno macchiano temo definitivamente il desiderio di una maternità. la rabbia, la tristezza, la frustrazione sporcano il mio sogno e lo fanno diventare ogni giorno meno bello. mi odio per questo. e mi odio perchè perdo di vista la mia vita attuale non apprezzandone i lati belli che ci sono nonostante tutto. forse un giorno sarò madre… lo spero… ma quello che ho passato in questi anni resterà dentro di me per sempre. questo velo di tristezza resterà ben chiaro nella mia mente ad offuscare quello che credevo sarebbe stato il mio destino e cioè fare l’amore e restare incinta. ad ogni modo questo è il nostro destino… qlc ci chiama difettose ma io mi sento più incompleta che difettosa… l’importante è fare in modo che questo desiderio se pur puro e naturale non monopolizzi tutta la nostra esistenza perchè noi viviamo qui e ora… del domani non v’è certezza… buona giornata smack!

  2. Per quello che possono valere le parole di una persona che non conosci…ma che un po’ ha iniziato a conoscerti leggendo delle tue avventure/disavventure (che non sono poi molto distanti dalle mie!)…ti abbraccio forte! Non mollare mai!

  3. Carissima Eva,
    come ti sento vicina in queste parole che scrivi….
    Però Eva pensa che anche se pochina pochina…la speranza ce l’hai ancora! Aggrappati a quella. Quella sola puo’ “salvarti”. Anche io stò facendo così e in più ho perso il lavoro e se devo dirla tutta non gira affatto bene. Proprio no. Però…ecco la speranza ce l’ho ancora. La speranza che la nuova fivet (la 3°) sia quella giusta, la speranza che il Tribunale ci chiami per l’adozione di un minore. No, io la speranza non la perdo…e poi che faccio ? Un abbraccio forte.
    RobertaVuole

  4. sono ostinatamente e fermamente convinta che “impossibile” non lo può dire nessuno.. (comunque sempre una grattata me la dò quando formulo certe frasi) e la speranza è il nostro secondo nome.. che dire…non voglio leggere più iun post così il prossimo anno!

  5. E’ sempre dura guardare indietro e ripensare ai nostri sogni infranti. però ora sei molto più forte, consapevole, coraggiosa di quanto non eri due anni fa. E sono sicura che questo conterà qualcosa, e che quest’anno sarà quello giusto!!! Ti abbraccio!!!

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