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Rosso di sera, bel bimbo si spera!

Questo mese, per la prima volta da due anni, non vedevo l’ora che mi arrivassero le Malefiche Rosse per poter iniziare la stimolazione.

Ho passato gli ultimi giorni sperando di sentire i crampi alla pancia, il seno e le caviglie gonfie, sperando di diventare isterica… Temevo che l’ansia e il soppressore che ho preso il ventunesimo giorno del ciclo potessero ritardare l’arrivo delle Malefiche, e allontanare così anche il traguardo…

La settimana scorsa mi è venuta una voglia matta di cioccolato. Mentre ero al lavoro ho chiamato Marito per dirgli di passare al supermercato a comprarmi il Kit Kat. Quando sono tornata a casa ne ho divorate tre confezioni, una dopo l’altra…

Ero convinta che le MR fossero in procinto di arrivare, e invece… Niente.

Pochi giorni dopo sono scoppiata a piangere perché uno dei mie cani mi era saltato addosso e mi aveva sporcato i jeans di fango. Devo ammettere che in realtà non si vedeva neppure che erano sporchi, eppure io ero disperata, dovevo uscire per andare in ufficio e non sapevo come fare… Ho cominciato a frugare nell’armadio, come una pazza ho buttato per terra tutti i pantaloni che ho trovato, poi ho chiamato Marito (che era già al lavoro) per urlargli che avevo assolutamente bisogno di andare a fare shopping, perché l’unico paio di jeans che mi stanno (ehm, sì, sono un po’ ingrassata ultimamente, troppi Kit Kat) erano sporchi e non sapevo che cavolo mettermi!

Marito non ha fatto molto caso alla mia isteria, anche lui, proprio come me, era convinto che il fatidico giorno stesse per arrivare, e invece niente…

Qualche sera più tardi gli ho fatto una scenata per un nonnulla, e poi sono scoppiata a ridere senza un perché… Marito ha preso due mestoli, li ha sistemati a mo’ di crocifisso e poi si è avvicinato a me urlando “Vade retro”! Nuovamente eravamo entrambi convinti che il mio umore ballerino fosse dovuto all’arrivo delle Malefiche, ma non era ancora giunto il momento!

Ieri sera sono andata a letto decisamente di malumore. Era ormai il trentaduesimo giorno del ciclo e delle Malefiche neanche l’ombra…

Stanotte mi sono svegliata esattamente alle ore 5.22, in preda a dolori atroci al basso ventre… Mi sono alzata immediatamente, sono corsa in bagno e… Vittoria! Mi erano arrivate! Per la prima volta ho potuto gioire per l’arrivo delle Malefiche! Sono tornata a letto e non ho più chiuso occhio, un po’ per il dolore (mi scocciava fare le scale per andare in cucina a prendere il Moment…), un po’ per l’emozione.

Anche Marito è molto emozionato, ha già avvertito suo padre che questo sabato (terzo giorno del ciclo) dovrà iniziare a farmi le punture giornaliere… E io non vedo l’ora di iniziare!

Marito mi dice che devo stare calma, che non ci dobbiamo fare illusioni, che le cose potrebbero anche non andare bene come speriamo, ma… Io non posso fare a meno di essere felice. E anche se la dura realtà dovesse infrangere i miei sogni, io conserverò per sempre nel cuore il ricordo di questi giorni felici, di questi giorni in cui mi sento già mamma, in cui sento il mio bambino così vicino, come forse non sarà mai…

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Cos’è la felicità?

Per le persone normali avere dei figli, una famiglia, è una cosa piuttosto normale. Anche un po’ banale, direi. Forse da queste persone la propria famiglia non è considerata come la realizzazione di un sogno, ma un semplice fatto naturale, un qualcosa a cui sono stati obbligati dalla società… Queste persone non riescono a capire il valore di quello che hanno… Una famiglia, dei figli… Cose banali, naturali, che la gente come “noi” lotta per anni per ottenere!
Da questo punto di vista io mi sento fortunata. Nella mia vita ho sempre elemosinato amore, da genitori, amici, uomini… Con i miei genitori non ho mai avuto un buon rapporto, non mi sono mai sentita amata, non ho mai avuto tanti amici e c’è stato un periodo in cui ero convinta che sarei morta zitella… Ogni volta che un parente mi mostra il suo affetto, ogni volta che un amico mi dice “ti voglio bene”, ogni volta che guardo Marito, io mi sento fortunata. Molto più di quelli che hanno sempre avuto tutto l’amore che desiderano, senza doverlo cercare.

Parlo di questo perché al lavoro troppo spesso sento i colleghi lamentarsi di quello che hanno… Delle loro “normali” esistenze.
Non credo che qualcuno li abbia obbligati a sposarsi ed avere dei figli… Se non ritengono la propria moglie e i propri figli meritevoli del loro tempo e dei loro sacrifici, perché hanno messo su famiglia? Forse la società li ha obbligato?
Quando pongo queste domande, mi sento rispondere che i figli sono una gran fatica e spesso non sono come i genitori li immaginano o desiderano. Da questa risposta ho capito tante cose e… Mi sono sentita molto triste per queste persone. Sì, proprio io, una donna che deve fare mille iniezioni di ormoni e farsi sedare due volte per avere un figlio (con il 40% di possibilità di successo), mi sono sentita triste per qualcuno che ha dei bambini senza nemmeno averli dovuti cercare… Perché loro non capiscono quanto siano stati fortunati!
Perché persone del genere hanno figli? Non lo so. Forse la Natura è semplicemente bastarda. E il terremoto dell’altro giorno mi convince sempre di più di questo.

Non nego che c’è stato un periodo, all’inizio della mia storia con Marito, in cui mi sono sentita frustrata. Desideravo viaggiare, fare esperienze nuove ed eccitanti… La mia vita, così normale, mi sembrava una prigione. Ho sempre avuto uno spirito ribelle, perennemente alla ricerca dell’avventura. Ogni volta che riuscivo a soddisfare i miei desideri, però, notavo che la felicità durava pochi attimi. E presto ho realizzato che l’unica felicità che io desidero è quella che solo il calore di una famiglia può darmi. Tutto il resto lo lascio volentieri a chi non vede la propria fortuna.

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Quel momento di felicità

È da due anni che lo immagino.

Al mattino quando spengo la sveglia e, mezza addormentata, mi nascondo sotto le coperte per godere ancora di qualche minuto di pace…
Mentre sono in macchina diretta verso l’ufficio e ascoltando la radio canticchio sottovoce…
Al lavoro, quando la mia mente annoiata vola via, lontano…
Alla sera quando, accucciata sul divano insieme a Marito, guardo la televisione…
Negli istanti un po’ nebulosi prima di addormentarmi, quando riemerge in me tutta la rabbia, la frustrazione e la speranza…
Quando dormo, nei miei sogni…
Lo immagino sempre.
Quel momento di felicità.


Il momento in cui, guardando il test di gravidanza, scoprirò di essere incinta.
Il copione è sempre lo stesso. Quando guardo il test sono da sola, chiusa in bagno. Scoppio a piangere. E in quel pianto è racchiusa tutta la felicità che ho sempre sognato di provare, un giorno. Una felicità talmente intensa che mi sembra quasi di morire… Rido, e piango.
Poi corro da Marito. Sto in silenzio e gli mostro il test, cercando di trattenermi dal ridere… So che lui non capirà. È un uomo, di queste cose non sa niente. Non ha idea di cosa significhino quelle due benedette linee! Non riesce neanche a parlare, mi guarda come per incitarmi a dirgli qualcosa, a dirgli la verità. E poi io rido. Rido senza freni, come non ho mai fatto prima.
E urlo: “Ce l’abbiamo fatta!”
Lui ride, poi piange, poi mi abbraccia, a lungo, per un tempo infinito, le nostre lacrime si mescolano, le nostre risate riempiono l’aria…

Ma i miei sogni non finiscono qui. Non esistono limiti ai sogni, quindi… Perché non sognare in grande?
Vedo io e Marito che sistemiamo la cameretta, che fino ad oggi è servita come studio/magazzino… Una stanza disordinata, incompleta, insensata, una stanza in attesa, proprio come noi, di qualcosa di bello, di qualcosa di migliore. Discutiamo per il colore delle pareti, sistemiamo i mobili, compriamo l’armadietto, la culla, diecimila giocattoli…
Mi vedo con un bel pancione seduta sul divano a divorare tavolette di cioccolato, e Marito che mi guarda adorante anche se sono una balena, perché io sono la Portatrice del Sogno… Del nostro sogno.
Vedo le nostre bimbe pelose che guardano con sospetto la mia trasformazione, e allora io e Marito spieghiamo loro che presto arriverà un bellissimo bambino nella nostra casa, e che porterà gioia a tutti, anche a loro, e che dovranno trattarlo bene, perché sarà per loro come un fratellino…
Vedo… Vedo tutto quello che ho sempre voluto.
Ed ora lo vedo più chiaro, i sogni ad occhi aperti sono più nitidi, perché il traguardo è vicino…

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La prima volta

Oggi ho fatto la mia prima iniezione (di Enantone) per la soppressione. Ho da sempre una paura atroce degli aghi (e pensare che sono anche donatrice di sangue), ma per fortuna il suocero, nonché infermiere ufficiale della famiglia, è stato bravissimo e non ho sentito nulla!

Per un paio d’ore subito dopo l’iniezione ho avvertito tutti i sintomi più strani di questo mondo… Mi sentivo spossata, avevo caldo, mi girava la testa… Dopo essermi convinta che era tutto frutto della mia immaginazione, ora mi sento benissimo! Per la prima volta non vedo l’ora che mi vengano le Malefiche Rosse per poter iniziare la stimolazione con il Gonal! Il soppressore che ho preso, infatti, comincerà a fare effetto soltanto dal prossimo ciclo, mentre questo mese le mestruazioni arriveranno normalmente (concetto che ho capito soltanto stasera girovagando su vari forum, perché prima non l’avevo afferrato molto bene…).

Insomma, siamo finalmente partiti! E ne sono felicissima, anche se, devo ammetterlo, il mio ottimismo ha cominciato un pochino a smorzarsi. È da sabato scorso, ovvero da quando la dottoressa del centro PMA ha acconsentito a sottoporci all’ICSI, che non faccio altro che immaginarmi con il pancione e sognare ad occhi aperti il nostro bimbo, la sua cameretta, i suoi giocattoli… Mi vedevo già mamma, e la mia non era una speranza, ma proprio una certezza. Ora, invece, mi sento sì entusiasta, ma anche tanto spaventata… Non per i farmaci o per l’operazione, ma per la possibilità, che adesso sento più reale, che le cose non vadano come le immagino io. Mi rendo conto che ho lasciato correre un po’ troppo la fantasia. Ma è così bello sognare, no?

Tra tre giorni la mia amica incintissima dovrebbe partorire… Lei è rimasta incinta con un unico tentativo…
Negli ultimi giorni ho pensato spesso a lei, non con invidia, ma con felicità. Già vedevo io e lei passeggiare insieme per il parco con i nostri pargoletti… Mentre ora immagino il giorno in cui mi inviterà a casa sua a vedere il nuovo arrivato, e devo dire che non so con che spirito ci andrò. Avrò il sorriso sulle labbra, come sempre, ma forse quando andrò via e nessuno mi potrà vedere scoppierò in lacrime…

Che depressione, non sarà davvero colpa dell’Enantone?! (notare la rima…)

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Una settimana infinita

Prima di tutto, grazie a tutte per il vostro sostegno, davvero. Anche se non vi conosco di persona le vostre parole di conforto e solidarietà mi fanno molto piacere.

È da sabato che non riesco a dormire e non ho neppure più appetito (forse è meglio, perché vorrei cercare di perdere quei chiletti che ho messo su ultimamente, prima di gonfiarmi con gli ormoni…).
Sono perennemente in ansia. Mi sento i battiti a mille. In questi giorni cerco di pensare ad altro, di svagarmi, di passare poco tempo a casa… Lunedì sera dopo il lavoro sono andata a trovare mia nonna, ieri pomeriggio ho partecipato ad una manifestazione animalista, stasera sono andata a trovare un mio amico in ospedale… In ufficio c’è un gran casino e non ho neppure dieci minuti liberi per girovagare su internet sui soliti forum che parlano di maternità (e forse è bene così!)… Eppure… Il tempo sembra non passare mai!
Non vedo l’ora che sia sabato per fare la puntura di Enantone. Ho una fifa boia, eppure non vedo l’ora che arrivi quel giorno. Non vedo l’ora di iniziare. Non riesco a pensare ad altro! Proprio io, che ho una paura atroce degli aghi…

Mi sento ottimista e felice, forse anche troppo. Continuo a pensare che, tra un mese e mezzo o giù di lì, potrei essere incinta… Potrei finalmente realizzare il mio sogno, dopo questi mesi orribili in cui tutto sembrava perduto!

Lo so che non devo farmi troppe illusioni, che le cose potrebbero anche andare male, ma… Non riesco a non sorridere. Sono felice, ed era da tanto tempo che non mi sentivo così.

Esattamente un anno fa stavo organizzando il mio matrimonio. Fino a qualche giorno fa desideravo con tutto il cuore poter tornare indietro a quel periodo magico, alle prove dell’abito, alla scelta delle bomboniere, quando ancora non sapevo che gli spermini di Marito fanno schifo (una buona percentuale è priva di testa… O__o). Invece ora non faccio altro che contare i giorni che mancano a sabato. Questa settimana sembra infinita, e non oso pensare alle prossime!

Non vedo l’ora di farmi bucare, di ingrassare, di diventare isterica, di riempirmi di brufoli! Sarò un mostro tipo gli spermini di Marito, ma… Magari sarò incinta!

Oggi ho letto questo articolo sul Corriere della Sera. Un certo John Morris afferma che secondo lui  Jack lo Squartatore in realtà era una donna che, dopo aver scoperto di non poter avere figli, aveva deciso di vendicarsi uccidendo le ragazze e sventrando i loro corpi.

Fino a qualche giorno fa avrei pensato di essere una reincarnazione del famoso serial killer… Ora, invece, quando incontro una donna incinta o una mamma con al seguito il suo bambino, non posso fare a meno di sorridere e pensare tra me e me… Tra poco anch’io farò parte del club!

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Mezzogiorno di fuoco

Oggi è una giornata storica. Sono un vulcano di emozioni. Felicità, paura, commozione, terrore, ansia…
Ma andiamo con ordine, che a me piace creare un po’ di suspense…

Qualche giorno fa io e Marito abbiamo terminato le analisi preliminari per poter accedere alla fecondazione assistita. Purtroppo non ho più l’elenco degli esami, comunque più o meno erano questi: per entrambi analisi del sangue, analisi HIV ed epatite, analisi genetiche, solo per me tamponi vaginali con ricerca clamidia e micoplasmi, ecografia mammaria, elettrocardiogramma, pap test, solo per Marito analisi genetiche e spermiocoltura.

Non ho fatto il calcolo di quanto abbiamo speso, ma se a qualcuno di voi interessa basta che me lo chiediate (ma devo ricordarmi di bere qualcosa di forte prima).

Abbiamo impiegato esattamente due mesi e mezzo per fare tutte queste analisi. Siamo andati tramite il S.S.N. tranne che per la spermiocoltura, i tamponi vaginali, l’ago aspirato al seno (l’ho fatto perché l’ecografia mammaria aveva evidenziato un nodulo sospetto, che si è rivelato innocuo) e lo spermiogramma. In realtà la clinica che ci sta seguendo non ci ha richiesto un ulteriore spermiogramma, Marito ne aveva già fatti due, ma io volevo vedere se la situazione spermini era migliorata.
È proprio vero che a volte bisogna seguire l’istinto, perché in effetti ci sono buone nuove! Gli spermini sono ben un milione, ok, non è esattamente un esercito fecondante, ma il primo spermiogramma ne aveva “trovati” soltanto 500.000 e il secondo 800.000… La motilità è sempre a zero, sigh, (avranno ereditato la pigrizia dal proprietario), ma – udite udite – le forme normali sono cresciute dallo 0% al 39%! Ce la possiamo fare! Non daremo alla luce un mostro!
In realtà mi sembra incredibile che dall’ultimo spermiogramma (effettuato a metà febbraio) a questo (fatto esattamente tre giorni fa) la situazione sia cambiata tanto, visto che Marito non ha seguito alcuna terapia. Ho letto su internet che spesso i risultati possono variare da laboratorio a laboratorio (e in effetti, dietro mio consiglio, Marito ha fatto lo spermiogramma in tre laboratori diversi). In tutti i modi, meglio così!

Comunque la situazione è sì migliorata, ma non è sicuramente “normale” (quando detesto questa parola…). Le analisi, però, non hanno evidenziato quale possa essere la causa di questa carenza di spermini e della loro lentezza. Le analisi genetiche di Marito sono perfette, non ha infezioni tipo clamidia o altro, la situazione ormonale è ok. Boh. Chi ci capisce è bravo.

Anche le mie analisi vanno bene. Ricordate la biopsia che ho fatto tempo fa? Alla fine, fortunatamente, non ho nulla di grave, soltanto un’infezione cronica che mi trascinavo da chissà quanto tempo e che dovrò curare con una terapia locale della durata di un anno (ma questo non interferisce con la PMA).

Naturalmente non appena abbiamo finito le analisi ho preso appuntamento con il centro PMA per mostrare le analisi alla dottoressa. L’appuntamento era oggi a mezzogiorno. Proprio un mezzogiorno di fuoco, come ha esclamato la mia amica incintissima quando gliel’ho detto.

In questi ultimi giorni sono stata perennemente in preda all’ansia. L’appuntamento di oggi poteva cambiare le nostre vite (o almeno darci la speranza di poterle cambiare) oppure allungare questa atroce attesa e trascinarci in un altro vortice di analisi e farmaci… Sapevo benissimo che i casi erano due: o la dotteressa ci avrebbe permesso di iniziare subito l’iter per l’ICSI, oppure, con la scusa che siamo gggiovani, ci avrebbe consigliato di consultare un bravo andrologo e tentare una cura per gli spermini di Marito (cure che la maggior parte delle volte non portano a grandi successi). Naturalmente ero convinta che la seconda ipotesi fosse la più realistica. Sfigati come siamo, perché i nostri tormenti sarebbero dovuti finire così facilmente?

E quando la dottoressa ha guardato le analisi, ha sorriso e ha detto: “Allora, siete pronti a partire?” io e Marito ci siamo guardati, increduli… Non avevamo capito cosa volesse dire, e solo quando ha ripetuto la domanda abbiamo capito… PARTIAMO CON LA FECONDAZIONE ASSISTITA! Abbiamo risposto di sì all’unisono… Mi sono sentita felice come se avessi appena scoperto di essere incinta!

La dottoressa mi ha fatto un’ecografia per controllare le ovaie, poi mi ha illustrato i farmaci che dovrò prendere. Sabato prossimo, 12 maggio (ovvero il ventunesimo giorno del ciclo), dovrò fare una puntura di Enantone da 3,75 mg per sopprimere l’ovulazione (perciò avrò l’umore isterico di una appena andata in menopausa…). Poi dovrò aspettare che mi vengano le mestruazioni, e dal terzo al decimo giorno del ciclo dovrò fare, giornalmente, una puntura di Gonal per stimolare la produzione di follicoli. L’undicesimo giorno dovrò fare un’ecografia per verificare che tutto stia procedendo bene… Poi… Poi non ho ben capito, dovrò prendere un altro ormone, ma la dottoressa ha detto che mi spiegherà quando verrà il momento… In seguito, quando saranno ben maturi, mi preleveranno gli ovociti dai follicoli per poi fecondarli in vitro con gli spermini gentilmente donati da Marito (io mi devo imbottire gli ormoni e far inserire tutti gli aggeggi del mondo , mentre lui deve solo farsi una pippa… Mah…). Una volta formati degli embrioni belli belli, me li trasferiranno nell’utero… E circa quattordici giorni dopo farò il test di gravidanza e… Speriamo che Dio abbia ascoltato le nostre preghiere.
Ovviamente questo processo potrebbe non filare liscio come l’olio come l’ho descritto io, ma confido che il mio corpo resista e che non si metta a fare i capricci proprio ora!

Capisco che la mia spiegazione è alquanto scadente, perciò se volete informazioni più dettagliate vi consiglio di visitare questa pagina.

Da quando siamo tornati a casa sento il cuore battere fortissimo… Sono felice perché finalmente il destino ci ha concesso una possibilità… Ho paura perché non ho mai preso ormoni in vita mia, e da quello che ho letto su internet ci possono essere sgradevoli effetti collaterali… E ho paura anche perché purtroppo nessuno ci può garantire che avremo il nostro bambino… E non so come potremmo fare a trovare altri 3000 euro per fare un secondo tentativo (già trovare i soldini ora sarà dura…).

Marito si è messo a dormire sul divano (tutte queste emozioni l’hanno messo k.o.!) mentre io non riesco a calmarmi, non vedo l’ora che arrivi sabato per farmi fare la prima puntura dal Suocero (l’unico in famiglia che ne è capace!).

Comunque… Sono felice! Forse una felicità effimera, illusoria, ma… Sono felice!

Avrei voglia di fare una festa in stile Party Mamas!

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Le donne invisibili

Sono ovunque. Le mamme sono ovunque. In primavera ad ogni angolo incontro una donna col pancione, oppure una mamma con al seguito uno o più bimbetti. E quando vedo una donna incinta che tiene per mano un figlio piccolo… Questa è l’apoteosi dell’invidia. Dentro di me penso che magari queste donne hanno pure calcolato perfettamente il tempo che doveva trascorrere tra una gravidanza e l’altra… E, chissà, magari sono pure amareggiate dal fatto che il secondo figlio sia stato concepito un mese prima del previsto, oppure dopo. Non posso neppure trovare un briciolo di consolazione criticandole perché sono sciatte o chiattone, perché… Beh, non lo sono. Le mamme di oggi sono glamour. Sono cool. Portano jeans attillati, borse firmate e spingono il passeggino indossando un tacco 12.
Cazzo, sono ovunque! Al supermercato, in ufficio, alle poste, al pub, al ristorante stellato, alla trattoria sotto casa, ovunque! Non mi danno un attimo di tregua! Potete sparire almeno per un giorno, per favore? Almeno per un giorno potete far sparire dalla mia mente il pensiero che tutte le donne siano mamme, tranne me?

E poi ci sono loro. Noi. Le donne invisibili. Quelle che desiderano con tutto il cuore, con tutto l’animo, avere un figlio, ma che la Natura ha punito decidendo che dovessero soffrire prima di ottenerlo. Donne che potrebbero essere ottime madri, se soltanto il destino desse loro questa opportunità. Donne che frequentano l’ospedale più di un ottantenne pieno di acciacchi che si rompe il femore un giorno sì e un giorno no. Donne costrette a mentire al lavoro per prendere ore di permesso per fare le analisi. Donne che, se osano confessare alla persona sbagliata il proprio problema, si devono sorbire consigli merdosi o prese in giro. Donne costrette a sorridere davanti all’ennesimo annuncio di una nuova gravidanza di una collega/parente/amica. Donne che ogni giorno ridono, anche se imbottite di ormoni. Donne che sentono un colpo al cuore ogni volta che passano davanti ad un negozio per bimbi. Donne che fanno dieci test di gravidanza ogni mese, conoscendo già il risultato. Donne che vivono, nonostante tutto.

Anche loro sono ovunque. Eppure non le vediamo. Il mondo non le vede. Non sono come le mamme, loro. Non si mettono in mostra, non cercano compassione, né simpatia. In pochi conoscono ciò che le tormenta. Chi le incontra per strada le vede come donne “normali”, forse persino felici. C’è addirittura chi le invidia. Persino certe mamme le invidiano. Perché loro, le donne invisibili, possono viaggiare, andare fuori a cena, permettersi gite fuori porta, il tutto senza marmocchi tra i piedi. Il fatto è che le donne invisibili non sognano altro che avere la propria routine sconvolta da dei marmocchi, e i viaggi, le cene, le gite, sono solo dei modi per riempire il vuoto che sentono dentro… Un vuoto che nessuno vede, che nessuno vuol vedere. Perché le donne invisibili sono forti, non mostrano il proprio dolore. E poi, in fondo, sappiamo tutti che il mondo non desidera vedere la sofferenza, che si copre gli occhi davanti ad essa.

Sono poche le persone a cui ho raccontato quello che io e Marito stiamo passando. Ogni volta che ho parlato a qualcuno del nostro problema dentro di me mi dicevo che quella persona non avrebbe mai potuto capirmi, che avrei dovuto spiegare cosa significano le parole “infertilità” e “fecondazione assistita”… Invece, quasi ogni volta, mi sono sentita raccontare storie di parenti/conoscenti/amici che stanno attraversando le stesse difficoltà. Le donne invisibili sono ovunque. Solo che noi non le vediamo (se si chiamano invisibili ci sarà un motivo…). Le puoi riconoscere perché sono quelle si toccano il petto quando passano davanti ad un negozio per bambini, sono quelle che allentano il passo incrociando una donna incinta, sono quelle che si accarezzano la pancia piattissima senza alcun apparente motivo, sono quelle che guardano il proprio figlio adoranti, come se fosse un miracolo, come se dentro di loro gridassero: “Ce l’ho fatta!”.

Sono invisibili, ma non per questo sono meno vive. Io non mi sento meno viva delle altre. Delle mamme. Solo… Un po’ più sfigata, forse. Ma sono convinta che questa ennesima difficoltà mi stia aiutando a diventare una donna migliore. Invisibile, ma migliore.