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Three is a magic number (la stimolazione della felicità)

uovaLe mie uova

Sono giorni strani, questi. Non belli, non brutti, ma solo… Strani.
I giorni in cui imparo a riconoscere i veri amici. Sono quelli che mi chiedono come sto, quelli che mi ascoltano fingendo interesse quando inizio a parlare di ovociti, provette, spermatozoi… Sono quelli che mi sopportano anche se sono insopportabile, perché sanno che, se mi sono trasformata in una iena (poco) ridens, è solo per colpa di un mix letale di ormoni, tensione e speranza.

Sono i giorni in cui ogni sera condivido un momento romanticomico con Marito, quando ci chiudiamo in una stanza non perché presi da un momento di irrefrenabile passione, ma per scoprirmi la pancia e lasciare che mi faccia una bella iniziezione di follitropina alfa…
Chi non ha vissuto sulla propria pelle la PMA non ha idea di quanto sia importante questo momento. Di quanto amore e speranza ci possano essere in un’iniezione sottocutanea.
Sono i giorni in cui ho scoperto di fidarmi di più della mano insicura e gentile di Marito che tiene una siringa come se fosse un oggetto strano e spaventoso, piuttosto di quella ferma e sicura di un medico.

La Chiesa è contraria alla fecondazione assistita perché dice che uomo e donna devono procreare con amore, unendo i propri corpi, e non ovociti e spermatozoi in una sterile provetta… Io dico che c’è molto più amore tra due persone che cercano un figlio così disperatamente, che non in un uomo e una donna che mettono al mondo un figlio dopo una sveltina, o per ricucire un rapporto ormai morto, o per chissà quale altro, stupido, motivo…

Questi sono i giorni dell’illusione, della speranza. I giorni in cui un attimo tutto sembra possibile, e quello successivo penso che tutto andrà male. Ma poi ricordo che ancora nulla è stato deciso. Che posso ancora sperare, sognare. E sognare è bellissimo.

Sono i giorni in cui a volte mi sfioro la pancia, come se sotto tutti questi strati di ciccia (ciccia non causata solo dagli ormoni) ci fosse già qualcosa… Un piccolo cuore pulsante… Una vita.
I giorni in cui mi vergogno anche solo a pensarlo, di poter essere presto madre. Ché l’idea mi sembra assurda. Ma neanche tanto, in fondo.

Sono i giorni in cui sono costretta a discutere le ferie con i colleghi, e ci rimango male quando mi chiedono se ho intenzione di prendere dei giorni sotto Natale… Perché io, a Natale, spero di avere la mente ben lontana dalle noiose pratiche d’ufficio, e di essere a casa a coccolare il mio cucciolo.

Sono i giorni in cui vorrei che il mondo mi ritenesse già madre, come un po’ faccio io, anche se so che non ha senso. Se non per me.

Questi sono i giorni della stimolazione della speranza, come li chiamo io. Un termine un po’ più romantico di stimolazione ovarica, che dite?

Questi sono giorni frenetici, in cui c’è poco tempo per fermarsi a pensare ma, quando ci riesco, i pensieri belli e quelli brutti si sovrappongono, facendomi impazzire.

Lunedì scorso ho iniziato la terapia con il mio solito, amato-odiato Gonal F, 75 unità, poi 100, e da ieri 125. Lunedì ho fatto la prima iniziezione di Cetrotide, oggi la seconda. L’ago è molto più grosso rispetto a quello che uso per il Gonal. Domani dovrò fare la terza iniezione, ho già paura.
Un giorno sì e uno no devo alzarmi alle 5.30 per andare a Milano a fare i monitoraggi. Sono stanca morta, dato che il viaggio in macchina dura molto più della visita e che, una volta rientrata a casa, dopo essermi data una sistemata (= ripulirmi per togliere il gel laggiù), devo correre al lavoro, per fare in modo di usare il minor numero di ore di permesso possibile.

Ma affronto volentieri tutto questo, se servirà a portarmi da lui.

Ieri, dopo l’ecografia, ho scoperto il mio numero.
Come, quale numero? Il numero della speranza. Il numero magico. Insomma, il numero di follicoli ormai pronti. Sono tre.

Tre, il numero perfetto.
Tre, come la Trinità.
Tre, come il numero di bimbi che vorrei avere.
Tre, come 3Juno, l’asteroide battezzato così in onore alla dea Giunone, divinità del matrimonio, del parto e protettrice degli animali.
Tre, che nella Smorfia è il numero della gatta.

Ho cercato tanti motivi per amare questo numero (e Wikipedia mi ha dato una mano), per convincermi che sia un numero fortunato, ma…
Quando la dottoressa mi ha detto che ho tre follicoli, mi sono sentita morire.

In realtà i follicoli sarebbero molti di più, ma quelli che raggiungeranno le dimensioni giuste per il pick up sono, appunto, soltanto tre.

Tre follicoli. E inoltre bisogna tener conto che in ogni follicolo ci può essere al massimo un ovocita, ma anche nessuno. Si saprà solo al pick up. Considerando che gli spermini di Marito fanno schifo e che la fecondazione non è mai del 100%… Se riusciamo ad ottenere uno/due embrioni siamo già fortunati.

E io che speravo di poter affrontare questo tentativo con più tranquillità. Di riuscire a produrre tanti embrioni, magari di congelarne qualcuno… Così, nel caso in cui fosse andata male di nuovo, avrei potuto riprovare subito con un bel criotransfer…

La dottoressa non capisce la mia agitazione, secondo lei va tutto bene. Per me tre follicoli in una donna di 27 anni è un risultato pessimo.

Ma ormai non posso far altro che sopportare l’attesa. Non è facile.

Domani la dottoressa mi darà la conferma, ma il pick up dovrebbe essere questo venerdì. E, quindi, il transfer il lunedì successivo. Considerando che il centro PMA chiude di sabato e domenica, non potrò neppure chiamare per chiedere se si sono formati degli embrioni oppure no. Vivrò un week end da incubo.

Lo so, mi sto fasciando la testa prima di essermela rotta. Ma io sono fatta così.
Lo so, devo essere ottimista, e bla bla bla.

La mia preoccupazione ha spinto Marito a mettersi alla ricerca di informazioni su internet… E così anche lui è entrato nel vortice di AlFemmile, CUB, e chi più ne ha più ne metta…
Ma questo merita un post a parte. Ecco, solo immaginare Marito che legge i post di donne invasate sui forum mi fa sorridere 🙂

Restate sintonizzate, suppongo che avrò molto di cui parlare nei prossimi giorni 😉

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Metti in circolo l’ormone

Lunedì le Rosse sono arrivate, accolte da mie grida di giubilo seguite da smorfie di dolore non appena sono iniziati i soliti maledettissimi crampi (grazie Moment, ci sei sempre quando ho bisogno di te).

Come da programma mercoledì, ovvero il terzo giorno del ciclo, ho iniziato le piacevolissime iniezioni sulla pancia, di Gonal F: 150 unità al dì.

Si ringrazia Santo Suocero, detto anche Infermiere Personale, che ogni sera, nonostante il tempaccio, è venuto a casa a farmi le punture. Soltanto ieri Marito ha trovato finalmente il coraggio per bucarmi la pancia, e ce l’ha fatta pure stasera, quindi spero che non dovrà più far scomodare suo padre!

Già dopo essermi fatta la prima dose mi sentivo strana. E’ da due giorni che sento dei dolorini al basso ventre e mi sembra di essere gonfissima. Per non parlare poi dell’umore… Peggiora sempre di più. Cerco di attaccar briga con chiunque incroci il mio campo visivo. Riesco a litigare persino con me stessa. Stanotte ho obbligato Marito a dormire sul divano, urlandogli contro qualcosa… Non ricordo più nemmeno cosa. In confronto a me, una iena affamata sembra un cucciolo affettuoso.

Non so se tutto questo sia dovuto realmente agli ormoni o se si tratti semplicemente un effetto placebo al contrario (grazie a Google ho appena scoperto che esiste un termine per definire questa reazione: effetto nocebo). Può capitare, dopo aver letto e riletto il bugiardino e tutti gli effetti collaterali che riporta….

Non lo so. So soltanto che sto male. Conto i giorni che mi separano dalla prima ecografia di monitoraggio, mercoledì 17. Il mio cuore batte perennemente fortissimo, e non c’è nulla che mi possa distrarre, neppure il cambio del guardaroba, che oggi mi ha tenuta occupata per tutto il pomeriggio (che divertimento).

Avevo deciso che avrei affrontato questo secondo tentativo di PMA con la dovuta calma, senza fare troppi viaggi mentali, senza ansie o speranze eccessive. Ma non ci riesco. Fino a qualche giorno fa mi sentivo veramente così. Ero calma, come se fossi già rassegnata ad un secondo fallimento. Ma più il giorno della prima iniezione si avvicinava, più mi sentivo esaltata. E da quando ho cominciato a bucarmi la pancia, sono emozionata e impaurita come una bambina che sta aspettando il giorno di Natale, ma teme di essere stata troppo cattiva per meritarsi il regalo che ha sempre sognato…

Ci siamo quasi. Tra un mesetto sarà tutto finito. Non ho idea di cosa succederà. E questo mi fa tanta paura. Proverò finalmente quel momento di felicità che ho sempre sognato? O vivrò un nuovo fallimento, nuovi pianti, nuova rabbia? Non me la sento di dire che accetterò con serenità qualsiasi destino. Anche se ho cercato di rimanere con i piedi per terra, ammetto di non poter fare a meno di riporre tante speranze in questo tentativo. Non so come reagirei ad un nuovo fallimento. E’ ancora ben impresso dentro di me il dolore che ho provato solo pochi mesi fa. Non voglio provarlo di nuovo. Non voglio! E quello che mi fa più paura è che io sono totalmente impotente. Non c’è nulla che io possa fare per realizzare il mio sogno. Sono nelle mani dei medici e del biologo. Ma pure loro possono forzare un po’ la Natura, ma non obbligarla a realizzare il mio desiderio. Alla fine, sono nelle mani del destino, o di Dio, o… Del caos. E ad una maniaca del controllo come me, il caos non piace per niente.

Dovrebbero aggiungere un effetto collaterale sul foglietto illustrativo del Gonal: il farmaco può indurre a scrivere post sconclusionati e pessimisti sul proprio blog 😛

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Mezzogiorno di fuoco

Oggi è una giornata storica. Sono un vulcano di emozioni. Felicità, paura, commozione, terrore, ansia…
Ma andiamo con ordine, che a me piace creare un po’ di suspense…

Qualche giorno fa io e Marito abbiamo terminato le analisi preliminari per poter accedere alla fecondazione assistita. Purtroppo non ho più l’elenco degli esami, comunque più o meno erano questi: per entrambi analisi del sangue, analisi HIV ed epatite, analisi genetiche, solo per me tamponi vaginali con ricerca clamidia e micoplasmi, ecografia mammaria, elettrocardiogramma, pap test, solo per Marito analisi genetiche e spermiocoltura.

Non ho fatto il calcolo di quanto abbiamo speso, ma se a qualcuno di voi interessa basta che me lo chiediate (ma devo ricordarmi di bere qualcosa di forte prima).

Abbiamo impiegato esattamente due mesi e mezzo per fare tutte queste analisi. Siamo andati tramite il S.S.N. tranne che per la spermiocoltura, i tamponi vaginali, l’ago aspirato al seno (l’ho fatto perché l’ecografia mammaria aveva evidenziato un nodulo sospetto, che si è rivelato innocuo) e lo spermiogramma. In realtà la clinica che ci sta seguendo non ci ha richiesto un ulteriore spermiogramma, Marito ne aveva già fatti due, ma io volevo vedere se la situazione spermini era migliorata.
È proprio vero che a volte bisogna seguire l’istinto, perché in effetti ci sono buone nuove! Gli spermini sono ben un milione, ok, non è esattamente un esercito fecondante, ma il primo spermiogramma ne aveva “trovati” soltanto 500.000 e il secondo 800.000… La motilità è sempre a zero, sigh, (avranno ereditato la pigrizia dal proprietario), ma – udite udite – le forme normali sono cresciute dallo 0% al 39%! Ce la possiamo fare! Non daremo alla luce un mostro!
In realtà mi sembra incredibile che dall’ultimo spermiogramma (effettuato a metà febbraio) a questo (fatto esattamente tre giorni fa) la situazione sia cambiata tanto, visto che Marito non ha seguito alcuna terapia. Ho letto su internet che spesso i risultati possono variare da laboratorio a laboratorio (e in effetti, dietro mio consiglio, Marito ha fatto lo spermiogramma in tre laboratori diversi). In tutti i modi, meglio così!

Comunque la situazione è sì migliorata, ma non è sicuramente “normale” (quando detesto questa parola…). Le analisi, però, non hanno evidenziato quale possa essere la causa di questa carenza di spermini e della loro lentezza. Le analisi genetiche di Marito sono perfette, non ha infezioni tipo clamidia o altro, la situazione ormonale è ok. Boh. Chi ci capisce è bravo.

Anche le mie analisi vanno bene. Ricordate la biopsia che ho fatto tempo fa? Alla fine, fortunatamente, non ho nulla di grave, soltanto un’infezione cronica che mi trascinavo da chissà quanto tempo e che dovrò curare con una terapia locale della durata di un anno (ma questo non interferisce con la PMA).

Naturalmente non appena abbiamo finito le analisi ho preso appuntamento con il centro PMA per mostrare le analisi alla dottoressa. L’appuntamento era oggi a mezzogiorno. Proprio un mezzogiorno di fuoco, come ha esclamato la mia amica incintissima quando gliel’ho detto.

In questi ultimi giorni sono stata perennemente in preda all’ansia. L’appuntamento di oggi poteva cambiare le nostre vite (o almeno darci la speranza di poterle cambiare) oppure allungare questa atroce attesa e trascinarci in un altro vortice di analisi e farmaci… Sapevo benissimo che i casi erano due: o la dotteressa ci avrebbe permesso di iniziare subito l’iter per l’ICSI, oppure, con la scusa che siamo gggiovani, ci avrebbe consigliato di consultare un bravo andrologo e tentare una cura per gli spermini di Marito (cure che la maggior parte delle volte non portano a grandi successi). Naturalmente ero convinta che la seconda ipotesi fosse la più realistica. Sfigati come siamo, perché i nostri tormenti sarebbero dovuti finire così facilmente?

E quando la dottoressa ha guardato le analisi, ha sorriso e ha detto: “Allora, siete pronti a partire?” io e Marito ci siamo guardati, increduli… Non avevamo capito cosa volesse dire, e solo quando ha ripetuto la domanda abbiamo capito… PARTIAMO CON LA FECONDAZIONE ASSISTITA! Abbiamo risposto di sì all’unisono… Mi sono sentita felice come se avessi appena scoperto di essere incinta!

La dottoressa mi ha fatto un’ecografia per controllare le ovaie, poi mi ha illustrato i farmaci che dovrò prendere. Sabato prossimo, 12 maggio (ovvero il ventunesimo giorno del ciclo), dovrò fare una puntura di Enantone da 3,75 mg per sopprimere l’ovulazione (perciò avrò l’umore isterico di una appena andata in menopausa…). Poi dovrò aspettare che mi vengano le mestruazioni, e dal terzo al decimo giorno del ciclo dovrò fare, giornalmente, una puntura di Gonal per stimolare la produzione di follicoli. L’undicesimo giorno dovrò fare un’ecografia per verificare che tutto stia procedendo bene… Poi… Poi non ho ben capito, dovrò prendere un altro ormone, ma la dottoressa ha detto che mi spiegherà quando verrà il momento… In seguito, quando saranno ben maturi, mi preleveranno gli ovociti dai follicoli per poi fecondarli in vitro con gli spermini gentilmente donati da Marito (io mi devo imbottire gli ormoni e far inserire tutti gli aggeggi del mondo , mentre lui deve solo farsi una pippa… Mah…). Una volta formati degli embrioni belli belli, me li trasferiranno nell’utero… E circa quattordici giorni dopo farò il test di gravidanza e… Speriamo che Dio abbia ascoltato le nostre preghiere.
Ovviamente questo processo potrebbe non filare liscio come l’olio come l’ho descritto io, ma confido che il mio corpo resista e che non si metta a fare i capricci proprio ora!

Capisco che la mia spiegazione è alquanto scadente, perciò se volete informazioni più dettagliate vi consiglio di visitare questa pagina.

Da quando siamo tornati a casa sento il cuore battere fortissimo… Sono felice perché finalmente il destino ci ha concesso una possibilità… Ho paura perché non ho mai preso ormoni in vita mia, e da quello che ho letto su internet ci possono essere sgradevoli effetti collaterali… E ho paura anche perché purtroppo nessuno ci può garantire che avremo il nostro bambino… E non so come potremmo fare a trovare altri 3000 euro per fare un secondo tentativo (già trovare i soldini ora sarà dura…).

Marito si è messo a dormire sul divano (tutte queste emozioni l’hanno messo k.o.!) mentre io non riesco a calmarmi, non vedo l’ora che arrivi sabato per farmi fare la prima puntura dal Suocero (l’unico in famiglia che ne è capace!).

Comunque… Sono felice! Forse una felicità effimera, illusoria, ma… Sono felice!

Avrei voglia di fare una festa in stile Party Mamas!