Pubblicato in: infertilità, Riflessioni

E voi? Figli, niente?

“E voi? Figli, niente?”

Questa noiosa quanto irritante domanda comincia ad assillare le coppie non appena si sposano, o vanno a convivere. E, più il tempo passa, più i bambini tardano ad arrivare, più la domanda si fa insistente.
Naturalmente, sono le donne le principali vittime di questa domanda, che ha un retrogusto di morbosità.

Di solito questa domanda viene accompagnata da un inarcamento di sopracciglia, da una lieve smorfia delle labbra, o da uno sguardo penetrante… Come se il destino dell’umanità dipendesse dalla tua decisione o meno di procreare. Come se il fatto che tu non abbia figli costituisca un grave peccato, un attentato al futuro della Terra…

Più passa il tempo, più una donna si ritrova attaccata su tutti i fronti; chiunque sembra all’improvviso estremamente – e in maniera inquietante – interessato alla tua vita sessuale: i vicini di casa, la commessa del tuo supermercato abituale, i colleghi, i parenti lontani che senti solo nelle occasioni speciali…

E, se è difficile spiegare i motivi che ti portano a decidere di non voler avere figli (ti sentirai chiamare “egoista”, “anormale”, “immatura”), è ancora più difficile raccontare di non poterli avere, questi benedetti bambini!

E poi, perché una persona dovrebbe sentirsi obbligata a confidare una parte così intima di sé ai vicini di casa?!

Mentre una donna cerca di mettere insieme i pezzi della sua vita dopo la scoperta dell’infertilità, come se non fosse già abbastanza impegnata in questo, si ritrova a passare le giornate cercando di dribblare LA domanda.

La maggior parte delle volte questo è impossibile, ve lo assicuro.

Una donna infertile può cercare in tutti i modi di deviare il discorso su altri argomenti, ma, non importa chi sia il suo interlocutore, la conversazione andrà a parare sempre lì: sui figli.

È come se la tua mente, che notte e dì non pensa ad altro, fosse una specie di calamita…
E ogni giorno ti ritrovi a doverti ingegnare per trovare la risposta più adatta a zittire il curioso di turno.
Di solito, anche questa si rivela un’ardua impresa.

La classica scusa “ci stiamo lavorando” può funzionare per qualche tempo, ma dopo un paio d’anni la gente, che evidentemente non ha altro a cui pensare, inizierà a capire che è una bugia, o che ci sono problemi che non vuoi raccontare. E allora seguiranno altre domande, come: “Sei sicura che funzioni tutto?” o consigli non richiesti e non propriamente gentili, tipo: “Forse sei un po’ su d’età,p erché non vai a farti vedere?”

Se rispondi dicendo che non desideri dei figli, devi essere pronta ad affrontare l’inferno. Nessuno ti dirà semplicemente che capisce, verrai tormentata da ogni genere di domanda, giudizio, condanna. Solo una persona che veramente non desidera bambini può essere in grado di reggere tutto questo. Se sei una donna che sogna di diventare madre, senza riuscirci, ti consiglio caldamente di evitare una giustificazione del genere!

Se, alla domanda “E voi? Figli, niente?”, decidi di replicare dicendo la pura e semplice verità, ovvero che non ne puoi avere, preparati a vedere gli occhi del tuo interlocutore sgranarsi con gioia. Eh già, non vedeva l’ora di dispensare a qualcuno tutta la saggezza attinta dall’Università della Vita, e comincerà a darti consigli medici di ogni tipo (naturalmente, senza essere medico).

In alternativa, potresti ritrovarti ad avere a che fare con il fervente cattolico che, con tua grande felicità, ti racconterà di come tu sia costretta a portare ed accettare questa croce, di come Dio ti voglia mettere alla prova e bla bla bla.
Non so cosa sia peggio, sinceramente. Io ho avuto a che fare con entrambe le categorie, entrambe mi hanno provocato istinti omicidi…

Un’altra opzione che ti salterà in mente sarà quella di cercare di nasconderti ogni volta che vedi un vicino di casa nell’atrio del condominio, cambiare supermercato per evitare la cassiera che ti conosce da anni, cambiare negozi dello shopping, evitare gli inviti a cena, parlare il meno possibile con i colleghi… Insomma, isolarti.

Ti sembra assurdo doverti isolare per non trovarti a rispondere ad una semplice e stupida domanda, ma questa domanda ti provoca così tanto malessere, così tanta ansia, che saresti disposta a diventare un’ eremita pur di non doverla sopportare!

Dopo tanti anni in cui mi ritrovo a rispondere a questa domanda quasi quotidianamente (c’è stata una piccola pausa dopo la nascita di mio figlio, ma già pochi mesi dopo la gente ha iniziato a chiedermi “E il secondo? Quando?”), ho capito che nessuna risposta potrà placare la curiosità della gente. Ricordatevi che, in fondo, sono preoccupati per il destino dell’Umanità. È una cosa importante!

Ecco, dopo tanto tempo non ho ancora capito quale sia il modo migliore per scrollarsi di dosso questi invadenti e insopportabili “guardiani della procreazione” … Le ho tentate tutte. Ho provato a rispondere con sarcasmo, a far capire che sono solo affari miei, a non rispondere affatto… Nulla. Non funziona nulla. L’argomento è troppo hot, è difficile frenare una conversazione del genere sul nascere.

Ancora oggi, la domanda: “Quando sfornerai un fratellino/sorellina?” mi assilla molto spesso, provocando in me un grande roteamento di pupille e di ovaie.
Nonostante abbia un figlio bellissimo, questa domanda continua a fare male, a mettermi a disagio… Mi fa sentire piccola, difettosa e sbagliata come cinque anni fa.

Questa domanda continua ad essermi rivolta da chiunque, persino da chi è a conoscenza del mio “segreto”. Anche se il mio romanzo autobiografico – che, lo ricordo, è in uscita il prossimo inverno! – dovesse diventare un best seller tradotto in centocinquanta lingue, so già che le persone continueranno a chiedermi, con fare innocente: “E quindi? Quando farai il fratellino?”

Chi riesce a trovare la formula magica per zittire ‘sta gente, è gentilmente pregato di condividerla! Io ho esaurito le risorse…

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Autore:

Finalmente mamma.

2 pensieri riguardo “E voi? Figli, niente?

  1. Quanto ti capisco… A me LA domanda è stata rivolta proprio oggi, mentre facevo dondolare avanti e indietro il passeggino con dentro la bimba di una mia cara amica. “Adesso è il tuo turno di darti da fare, eh?”
    Questa volta ho deciso di rispondere con assoluta sincerità. “Ci stiamo provando, ma non vengono.” Al che è arrivata la solita perla di saggezza. “Non ci pensare, che quando non ci pensi arrivano.”
    “Certo,” ho risposto, “una cosa facile.”
    “Ma sì, se avete fattogli esami ed è tutto a posto vedrai che poi arriveranno.”
    E visto che eravamo incamminati sul viale della sincerità, ho deciso di dirla tutta. “Il fatto è che non è tutto a posto.”
    Non mi piace raccontare i fatti miei alla gente, ma spero in questo modo di aver arginato domande inopportune, almeno da parte di quella persona. D’altra parte, ho smesso di cercaredi nascondere la cosa. Non è colpa di nessuno se non riesco a rimanere incinta, è semplicemente una cosa che è successa. C’è chi ha il diabete e chi è infertile. E se la gente vuole parlare, che parli.

    1. Hai ragione, l’infertilità non deve essere un tabù, è un problema di salute come un altro, di cui non abbiamo colpa! Anche io ad un certo punto ho iniziato a rispondere con sincerità alla domanda. Purtroppo mi sono dovuta sorbire taaante presunte perle di saggezza, ma, almeno, mi sono sentita più leggera. Nella moltitudine di imbecilli poco empatici ho trovato anche persone che mi hanno capita e con cui confidarmi.

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