Gravidanza

Parlare con una donna incinta: istruzioni per l’uso

A “grande” richiesta (= una visitatrice del blog l’ha accennato nei commenti) dopo il manuale per parlare con una donna infertile e le domande più stupide che mi sono sentita rivolgere in gravidanza, ecco a voi le istruzioni per maneggiare parlare con una donna incinta.

Attenzione, perché anche le donne incinte devono essere trattate con cura…

Tra ormoni, mal di schiena, anemia, fame allucinante a qualsiasi ora del giorno e della notte, peso corporeo in costante ascesa, crampi alla pancia, contrazioni, mille ansie (sarà sano? Il parto farà male? Andrà tutto bene?)… Beh, chi dice che la gravidanza è uno stato di grazia non ha capito proprio una cippalippa di niente.

Ecco la mia lista di frasi e commenti che vi prego di esimervi dall’esternare ad una donna incinta.
Diciamo che questo post assomiglia a quello precedente, ma è più completo! Perdonate la mancanza di idee, ma, o questo, o vi sarebbe toccato sorbirvi il resoconto del mio mal di schiena e dei miei crampi. Meglio questo, ve l’assicuro.

1. “Non sei troppo vecchia/giovane per fare un figlio?” / “Finalmente vi siete decisi ad avere un bambino!”

Premessa. Voi non conoscete la storia della donna che vi sta davanti. Non potete sapere cos’abbia passato per ottenere questa gravidanza.
Risparmiatevi commenti del tipo: “Ma non sei un po’ vecchia per avere un bambino?”

Non potete sapere perché la vostra interlocutrice abbia deciso/sia riuscita ad avere un bambino a quarant’anni.
Forse ha dovuto affrontare dieci tentativi di PMA. Forse, prima di pensare ad un figlio, ha dovuto sconfiggere una grave malattia. Oppure era suo marito ad essere malato. O un parente. Oppure la coppia aveva gravi problemi economici/lavorativi da risolvere.

Come vedete (basta rifletterci un attimino con quella cosa che avete dentro la scatola cranica), possono essere MILLE i motivi che spingono una coppia ad aspettare prima di procreare. A volte l’attesa non è affatto voluta. E neppure piacevole.

Quando finalmente il sogno si avvera, una donna non ha voglia di sentirsi dire che è vecchia.
E pure esclamazioni del tipo: “Finalmente ti sei decisa a fare un figlio!” sono totalmente fuori luogo.

Se invece conoscete la storia della suddetta donna e le ponete comunque queste domande… Beh, allora siete proprio degli strunz.

Allo stesso modo, non è accettabile neppure la domanda opposta: “Non sei troppo giovane per avere un figlio?”

Insomma, se la donna incinta in questione è un teen mom, non ci vuole un genio per capire che si è trattato di un incidente.
Non c’è bisogno di essere così maligni, avrà già la famiglia che le sta addosso, e mille preoccupazioni da affrontare.
Per quello che ne potete sapere, magari sta pure penando di abortire (e se ne venite a conoscenza, anche in questo caso, per favore: state zitti! Non ha bisogno di essere moralizzata!).
Se, invece, ha deciso di proseguire con la gravidanza… Beh, una ragazzina che è rimasta incinta per errore e ha il coraggio di tenere il bambino è da ammirare, non ha bisogno di sentirsi rimproverata da dei vicini di casa pettegoli.

Se la donna in attesa ha un’età compresa tra i venti e i trent’anni, vi assicuro che è l’età giusta per avere un figlio, almeno sulla carta.

No, non importa se vostra figlia, nipote, amica, ha deciso di diventare madre a trentacinque piuttosto che a quarant’anni.

La Natura ha stabilito che l’età ideale per avere un bambino sia attorno ai 25 anni, tra l’altro è attorno a questa età che la fertilità raggiunge il suo massimo “splendore”.

Vi assicuro che mi sono sentita dire anche questo. Che sono troppo giovane e avrei potuto aspettare ad avere un bambino (ho 28 anni di cui 4 passati alla ricerca della cicogna). Sigh.

2. “E’ voluto o è stato un incidente?”

Per favore, per favore.
Non domandate mai ad una donna incinta se il bimbo che porta in grembo è frutto di una ricerca o di un banale incidente di percorso.
Ma come cavolo viene in mente a certa gente di porre una domanda del genere?

Magari chiedetele pure se il bimbo è di suo marito/compagno o di un amante!

3. Commenti sul sesso del bambino

Quando incontrano una donna incinta, certe persone (soprattutto gli uomini e le donne che sono già genitori), vengono prese dalla smania di sapere il sesso.
Altre, invece, non sono particolarmente interessate, ma lo chiedono per pura cortesia.
Non c’è niente di male a chiedere: “E’ maschio o femmina?”

Vi trasformate in interlocutori ben poco gradevoli, però, non appena cominciate a commentare il sesso del bimbo, manco fosse stata una scelta dei genitori.

“Ah! Peccato, è un maschio! Sarai dispiaciuta, non potrete fare le cose da femmine insieme!”
(Che poi, spiegatemi che ca##o sono ‘ste cose da femmine…)
“Ah! Peccato, è una femmina! Sono più difficili!”
E, nel caso sia un secondo figlio/a: “Ah! Peccato, è un altro maschio/un’altra femmina!”

QUESTE SONO ESCLAMAZIONI DA EVITARE.

A meno che non vogliate inimicarvi una donna piena di ormoni e acciacchi. Che ha perennemente fame. E potrebbe decidere di diventare cannibale da un momento all’altro.

Porca miseria. La gente non è mai contenta. Ha da ridire persino sul sesso dei figli degli altri!

4. Consigli medici/sullo stile di vita non richiesti

“Ma perché rinunci ad andare in vacanza quest’anno? Sei incinta, mica malata! La mia amica Tizia ha fatto bunjee jumping all’ottavo mese!”
“Ma perché fai tante ecografie? Caia ne ha fatte solo tre in tutto!”
“Ma perché non stai a casa dal lavoro? Sempronia ha cominciato a stare a casa dal giorno del concepimento!”
“Ma perché guidi? A me venivano le nausee non appena mi sedevo in auto!”
“Ma perché compri già il corredino? Non è presto?”
“Ma perché non hai ancora comprato nulla? Vuoi prendere tutto all’ultimo?”
“Ma perché vai da quella ginecologa? Genoveffa va dal dott. Rossi e si trova benissimo!”

MA PERCHE’ NON CHIUDETE QUELLA CA##O DI BOCCA?

Ogni donna è diversa (e qua mi tocca ripetere la solita solfa: non conoscete la storia della donna che vi sta davanti, ecc. ecc.)
Ogni gravidanza è diversa.

Se Tizia durante la gravidanza faceva sport estremi, o se Caia era così sicura di sé e stava talmente bene da fare tre eco in tutto, o se un’altra si è fatta dare la maternità anticipata…. A me, che me frega?

Ho rinunciato alle vacanze quest’anno, e sì, ho rinunciato anche ad andare a Londra a vedere Robbie (quello grande 🙂 )
Non mi interessa se altre donne hanno fatto le gite in moto o sono andate sulle montagne russe o hanno scalato l’Everest mentre erano in attesa.
Se hanno voluto rischiare, cavoli loro.
Certo, “a loro non è accaduto niente”, come mi sento spesso ripetere da chi (la maggior parte delle volte persone che non hanno avuto figli) me le presenta come esempio.
QUESTO NON E’ UN BUON MOTIVO PER RISCHIARE.

Non muoio se mi perdo un concerto o se non vado in vacanza per nove mesi…
Ma non posso viaggiare se riesco a stare in macchina sì e no per un quarto d’ora perché poi mi iniziano i crampi…
E non sono tenuta a giustificarmi con chicchessia!

E’ dall’inizio della gravidanza che mi sento ripetere: “Ma vai ancora a lavorare?”

Sì, solo la donna che svolge lavori faticosi o presenta una gravidanza a rischio deve stare a casa da subito…
Direi che stare seduta in un ufficio per otto ore non è propriamente rischioso!

Un giorno mi tocca giustificarmi perché non faccio paracadutismo, quello dopo devo spiegare perché non ho dato una mazzetta alla ginecologa per farmi dare la gravidanza a rischio anche se non ne ho bisogno… Ma dai!

5. Commenti sul peso

“Sicura di essere incinta? Ma dove lo tieni il bambino? Non si vede neanche la pancia!”
“Ma di quanti mesi sei? Così pochi? Dalla pancia sembri già a termine!”

La sottoscritta si è sentita rivolgere entrambi i commenti.
Il primo a otto settimane di gravidanza, da una farmacista.
Il secondo da un collega, pochi giorni fa, in ventesima settimana.

Una delle cose più odiose per una donna incinta è sentirsi criticare o prendere in giro per il proprio peso.
Un’altra grande variabile che spesso noi donne non riusciamo a controllare, a causa di nausee, che per alcune durano per mesi e mesi, appetito spesso mostruoso, voglie irrefrenabili, metabolismo lento, scarsa attività fisica…
Ad alcune donne la pancia non si vede addirittura fino al sesto mese, ad altre è già evidente prima del terzo.

A otto settimane è ovvio che la pancia non si veda… E’ inutile che chiediate ad una donna all’inizio della gravidanza se sia “sicura” di essere incinta.
E’ una battuta ben poco divertente, soprattutto nel periodo iniziale, tanto delicato.

Altrettanto insensibile è alludere ad un eccessivo aumento di peso.
Sì, sono aumentata di dieci chili, ho esagerato un po’, è inutile che me lo facciate notare facendomi sentire in colpa.
Non è colpa mia se ho sempre fame!
Al massimo saranno i medici a sgridarmi. I conoscenti/vicini di casa/colleghi e compagnia devono stare zitti.

MA, ALLORA… COSA DIRE?

C’è chi è molto curioso e, non appena incontra una donna incinta, anche se la conosce solo di vista, non riesce a trattenersi dal porle mille domande.
E il sesso del bambino, e il nome del bambino, e quando nasce, e di quanti mesi sei (perché anche se rispondi alla prima domanda la persona in questione porrà sempre anche la seconda, ho notato che nessuno riesce a fare il calcolo a mente!), e in che ospedale andrai a partorire, e come ti senti, e hai la nausee, e hai le voglie, e ti fa male la schiena…
Manco il ginecologo fa tante domande!

Altre persone, invece, quando incontrano una donna incinta si limitano a porle qualche domanda di cortesia, di solito in tono un po’ imbarazzato, perché non particolarmente interessate all’argomento.

Diciamolo: non importa se la futura mamma è un’amica, una collega o una vicina di casa, se incontrate una donna con il pancione vi sentite in dovere di dirle qualcosa, se non altro per educazione.

Alle donne incinte piace essere al centro dell’attenzione, sentirsi rivolgere sorrisi, domande sul futuro bimbo/a… Però, sappiate che ogni giorno ci vengono poste le stesse domande, ogni santo giorno della gravidanza da quando la pancia inizia ad essere evidente, perciò non sentitevi in colpa se non ci fate il terzo grado ogni volta che ci incontrate!

I sorrisi sono sempre ben accetti, così come chiedere “come stai? Come procede la gravidanza?”
Ecco, rimanete sul vago, se poi la futura mamma avrà voglia di chiacchierare, non preoccupatevi, coglierà la palla al balzo e vi racconterà ogni dettaglio delle sue voglie e del suo mal di schiena!

Volete sapere quali sono le frasi più belle che mi sono sentita rivolgere da quando sono in attesa?
“Sei radiosa”, “Sei bellissima” e “Sono sicura che sarai una bravissima mamma”

Non ci vuole molto a farci felici!

Risparmiatevi consigli non richiesi su ginecologi, nomi per il bambino, non criticate una donna perché fa/non fa attività fisica…
Ogni futura mamma sa cos’è meglio per lei e per il bimbo che tiene in grembo, non ha bisogno di un vicino di casa o di un collega aspirante ginecologo/ostetrico!
E anche gli amici sono pregati di astenersi da questi commenti… L’amicizia non consente di dire proprio tutto tutto quello che passa per la testa!

E ricordatevi un’ultima regola importante: NO AGLI ATTACCHI ALLA PANCIA!

Davvero. E’ terrificante camminare per strada, nel cortile di casa, o nei corridoi dell’azienda dove si lavora, ed essere avvicinati da un conoscente con cui hai parlato sì e no due volte e che ti appoggia le mani sul ventre e ti chiede: “Posso?” mentre sta già SFREGANDO la pancia stile “Karate Kid” (“Dai la cera, togli la cera”… Ricordate?).
Ad una donna incinta un gesto del genere non fa piacere. Lo so che è fatto con tenerezza, ma è veramente fuori luogo, inappropriato, fastidioso.
E se la mamma si sente a disagio, pure il bambino ne risente.

Non si mettono le mani addosso alle persone!

Un gesto del genere è ammissibile soltanto da parte di parenti e amici molto stretti… E anche loro sarebbe meglio se chiedessero il permesso!

Alla prossima! 🙂

Annunci

8 thoughts on “Parlare con una donna incinta: istruzioni per l’uso

  1. Ciao, devo leggere più spesso il tuo blog…. “Dai la cera, togli la cera…”, sto ancora avendo i crampi dal ridere… Non faranno mica male ai miei gemelli?!? – ecco che esce l’ansiogina che è’ in noi.. Mamme pma.-
    ( si, sono ancora io, avevo commentato a giugno un tuo post, ma ti seguo comunque in silenzio per non rubarti la meritata scena…!).
    Per ridere insieme, confermo comunque a te e a chi ti segue:
    IO LE HO RICEVUTE TUTTE LE DOMANTE CAZZUTE, MA PROPRIO TUTTE!!! ( sul sesso mi va bene, quando dico che sono un maschio e una femmina come d’incanto smettono tutti di sparare cavolate…).
    Quindi, please, puoi, per il bene comune, pubblicarlo in maniera massiccia ( non so, Twitter, Facebook, linkedin, cartelloni autostradali, annunci radio, segnali di fumo etc…) in modo che sempre meno persone abbiano questa malsana idea di porre domande tanto assurde?
    Grazia Cara, tutte noi ringraziamo di cuore, e il prossimo Miyagi che si avvicina alla nostra pancia avrà vita breve… – io prometto che me lo mangio, tanto ho sempre fame….:-)
    Quasimamma

      1. Non ce la faccio….sto ancora lottando DISPERATAMENTE con me stessa (e fidanzato) per cercare di evitare di comprare Angelsounds dopo aver letto il tuo post di giugno…
        Te l’ho detto che sei contagiosa…
        ( vabbe’, mi andrò a fare un eco – la decima?!?- per tranquillizzarmi….!)
        Quasimamma

      2. Di quante settimane sei? Perché se sei abbastanza avanti magari tra poco sentirai i movimenti del pupo e non ne hai bisogno… Comunque ti dico, a me sta salvando la sanità mentale questo aggeggio! Ma io sono moooolto ansiosa, non so se si era capito!!

  2. E pensare che io quando vedo una donna incinta mi tengo il più lontano possibile, non ho assolutamente il coraggio di toccarle la pancia, ho quasi paura di poter fare del male al bambino dato che io in questo momento non posso averne…è un pensiero stupido, lo so, ma mi sento quasi “contagiosa”….

    1. No, che dici… Che brutto pensiero, devi cacciarlo via! Comunque non sei obbligata alle “domande di cortesia” se non ti va di avvicinarti… Io ho sempre schivato le donne incinte, a costo di sembrare maleducata… Una volta mi sono nascosta in bagno in lacrime x evitare una collega che aveva portato il figlioletto da “mostrare” in ufficio… 😥

  3. Quanti dementi si incontrano!!!!
    Ecco, io personalmente non ho mai toccato le panzotte, ho sempre pensato che fosse una cosa intima e personale.
    Ricordo la suocera della mia amica incinta, che ormai mi staccava il braccio perchè DOVEVO toccare, e io sapevo benissimo che alla mia amica non faceva piacere…ci mancava poco che la stendessi con una presa al collo….

  4. Ciao bellissima!!!carinissima…. Sono di ritorno dal sud…e lí ti posso assicurare ne sentiresti delle belle😅….dalla mia mamma ke appena arrivata mi voleva dare il frigo in regalo, e ke alla descrizione di un dolce mi ha sussurrato “toccati la pancia”. A non mangiare in mia presenza! E a chiedermi il sesso(non rivelato da parte mia x suggerimento di mamma) e dirmi ke sicuramente mio marito vorrebbe un maschio!!! Cosa falsissima xke lui adora tutte le bimbe. Baci baci…

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...