La mia storia

Un passo avanti e dieci indietro

No, non sono morta.
Non sono incinta, se è questo che qualcuna di voi, un po’ troppo ottimista, ha pensato.
E il Tribunale non ci ha miracolosamente chiamati per affidarci un bimbo.

Sono stata lontana dal blog semplicemente perché non sapevo cosa scrivere.

Mi guardo allo specchio, e non mi riconosco più. Comincio a pensare di soffrire di personalità multiple.
Ho sempre saputo – mi è sempre stato detto – di essere lunatica, ma… Non pensavo fino a questo punto.

Se questo fosse il mio primo post e mi dovessi presentare, direi qualcosa del genere:

“Ciao a tutti. Mi chiamo Eva, ho ventisette anni. Ho sempre sognato di diventare madre. Due anni fa ho scoperto che io e mio marito non possiamo avere figli. Dopo tre tentativi falliti di PMA, abbiamo deciso di adottare. Ero così convinta della mia scelta che dentro di me compativo le donne che continuavano a provare con la fecondazione assistita dopo tanti tentativi andati male. Avevo rinunciato completamente al pancione. Volevo essere una mamma di cuore. Poi, una mattina, esattamente un mese dopo aver presentato la richiesta di adozione al Tribunale, mi sono svegliata e ho deciso che a ventisette anni non posso, non voglio ancora rinunciare ad avere un bambino che provenga dal mio ventre. E tra pochi giorni andrò all’ ospedale San Paolo di Milano per programmare la prossima PMA. Ah, dimenticavo. Non sono mica tanto normale. Così, giusto per informarvi.”

Beh. Che dire? In poche righe ho condensato tutto quello che è accaduto in queste mie settimane di assenza dal blog. Che poi, in realtà, questo repentino cambio di direzione è accaduto negli ultimi giorni. Sono stati giorni deliranti.

Dopo il terribile colloquio con i giudici al Tribunale per i Minorenni, ho continuato a pensare, a pensare e a tormentarmi senza sosta. Sono stata male, ho avuto la nausea, il mal di stomaco, non ho dormito.
Mi sentivo come se avessi dentro alla testa un criceto che correva sulla ruota, senza mai fermarsi.

Sono stata assalita dall’ansia, dalla paura, dall’impazienza.

Il pensiero di rimanere in attesa per anni di un figlio che forse non sarebbe mai arrivato non mi faceva più dormire la notte.
Le parole del giudice continuavano a risuonare nella mia mente.
“Probabilmente nei prossimi tre anni non vi chiamerà nessuno.”
Parole pronunciate con rabbia, come se non fossimo due brave persone che desiderano avere una famiglia e donare amore e un futuro ad un bambino nato nel posto sbagliato… No, come se fossimo due ladri che vogliono ottenere ciò che non spetta loro!

E mi sono resa conto che io e Marito abbiamo sbagliato a dare la disponibilità solo per l’adozione nazionale.
Me la sono presa con lui. Perché era stato lui a voler aspettare prima di procedere, eventualmente, con l’adozione internazionale. Lui dice sempre che dobbiamo essere ottimisti… E mi sono lasciata contagiare dal suo ottimismo. Anche se io sono sempre stata, tra i due, la più… Non pessimista, ma razionale (spesso i due termini coincidono, considerando tutto quello che ci sta capitando).

E mi sono lasciata influenzare anche dalle parole dell’assistente sociale, che evidentemente non voleva che scegliessimo la strada dell’ A.I., timorosa di un eventuale fallimento.

Un giorno, tre settimane fa, mi sono svegliata e mi sono detta che nessuno può impedirmi di trovare mio figlio. Ho parlato con Marito dell’A.I. Abbiamo litigato e ha dormito sul divano per l’ennesima volta in questo periodo. Non perché non fosse d’accordo con la mia decisione, ma perché, ancora una volta, non ho potuto fare a meno di accusarlo di essere la causa delle mie sofferenze.
Sono una stronza? Sì.
A mia discolpa, provo un costante dolore al petto che forse non può giustificare le mie azioni ma, almeno in parte, scusarle.

Abbiamo parlato con i servizi sociali della nostra decisione di procedere subito con la richiesta per l’A.I. Ma si sono detti contrari. Hanno ribadito che è meglio aspettare, perché il Tribunale potrebbe considerare in modo negativo questo repentino cambio di direzione, e addirittura negarci l’idoneità! Dicono che dobbiamo pazientare. Che le chance sono basse, ma che non dobbiamo farci scoraggiare dalle parole del giudice, e che è stato un po’ troppo duro con noi. Secondo loro il suo atteggiamento poco simpatico è dovuto al fatto che il Tribunale dei Minorenni di Bologna ultimamente ha avuto degli scontri con i Servizi Sociali del nostro Comune (di bene in meglio).

Inoltre gli assistenti sociali ci hanno messo paura (quella che già avevamo non era abbastanza, eh), dicendoci che dal Paese che più ci interessa, ovvero la Bulgaria, provengono per la maggior parte bambini che sono irrecuperabili. Sì, hanno usato proprio questo termine.

Io non ne posso più. Mi sembra di correre in tondo, senza mai arrivare da nessuna parte.

Sapete che in Italia c’è un bambino ogni sette coppie che danno la loro disponibilità all’adozione?
E suppongo che questa sia una statistica molto approssimativa.
Considerando che noi abbiamo dato la disponibilità per un bambino di età compresa tra 0 e 3 anni, e che in Italia i bambini piccoli raramente vengono abbandonati/tolti alle famiglie d’origine…
Le nostre chance sono pari a zero. Non so come ho fatto a farmi convincere che devo essere ottimista.

So che è stupido essere così pessimisti dopo soltanto poco più di un mese dal giorno in cui abbiamo presentato la domanda al Tribunale.

Ma non è solo questo. Non è solo l’attesa a spaventarmi. E’… Tutto.
Io sono sicura che sarei una brava madre adottiva. Che sputerei sangue per mio figlio, che mi sforzerei con tutta me stessa per nascondergli il mio dolore se non dovesse riuscire ad amarmi o se dovesse decidere di rintracciare la sua famiglia biologica.

Ma…

Qualche giorno fa Marito mi ha chiesto se avessi cambiato idea sulla PMA, se volessi riprovare, facendomi presente che i nostri tentativi sono stati sì tre, ma tutti effettuati in un centro dalle dubbie qualità. E che dobbiamo a noi stessi un altro tentativo.

Ultimamente non abbiamo più parlato di PMA, avendo deciso di rinunciare. La sua domanda, però, non mi ha preso in contropiede. Mi sono resa conto che negli ultimi mesi sono sì riuscita a relegare in un angolino del cuore il desiderio di un bimbo di pancia… Ma di non averlo mai abbandonato del tutto.

Penso di aver riflettuto meno di un nanosecondo prima di dirgli: “Ok. Riproviamo.”

E’ stato Marito a decidere di rivolgersi al San Paolo di Milano. Presso questo ospedale è in cura un suo conoscente. Sappiamo che praticano l’IMSI e che è un centro rinomato per la PMA.

E dal giorno in cui abbiamo fatto questa scelta non riesco a pensare ad altro. Sto contando le ore che mancano ad arrivare a lunedì pomeriggio alle sedici. Non voglio pensare alle visite ginecologiche, agli ormoni, all’ansia… No. Penso solo che tra pochi mesi potrei avere una vita dentro di me.
Potrebbe funzionare, stavolta. Potrei farcela. Sì, potrei.

Sono felice. Sono felice di riprovare.
Di aver trovato la forza, la voglia, per fare questa scelta.
Sono felice di avere ancora la possibilità, seppur flebile (il solito 30%!), di avere il pancione.
E, al tempo stesso, mi sento una persona orribile.
Mi sento come se avessi tradito il mio sogno.
Come se avessi tradito quel bambino abbandonato chissà dove, da chissà chi, che forse era destinato a vivere con noi, ma che non entrerà mai nella nostra vita… Se tutto dovesse andare come spero.

Mi sento egoista, impulsiva, immatura… Stupida.

Naturalmente non abbiamo ritirato la domanda di adozione.

Lascerò che sia il destino, il caso, chiamatelo come volete, a decidere.
Io voglio solamente diventare madre.
E per una volta sì, voglio essere egoista, anche se questo mi fa sentire una persona orribile.

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13 thoughts on “Un passo avanti e dieci indietro

  1. Non so se posso esserti d’aiuto, ma al San Raffaele non ci sono liste di attesa..Io mi sono decisa a fare almeno un tentativo in Italia (non sto qui a raccontarti la mia storia ma anche noi sono due anni che viviamo questa situazionem, unica differenza non ce la sentiamo di affrontare l’iter dell’adozione…) e ho preso due appuntamenti, uno all’Humanitas ed uno al San Raffele (se qui orendi il primo appuntamento privatamente te lo danno subito e la strada dopo è molto veloce anche con ssn)…Ti abbraccio e se il tuo istinto ti dice di non mollare…allora non farlo!!!!

  2. Sinceramente trovo tutto cio’ naturale. Sopratutto vista la tua etá e i tempi d’attesa dell’adozione.. Non c’é ragione di sentirsi in colpa. Facciamo del nostro meglio per riuscire ad avere una famiglia.. In bocca al lupo con la FIV!

  3. io penso che tu possa e debba fare ciò che senti sia la scelta migliore per te. Non stai tradendo nessuno, se è questo ciò che vuoi fallo senza rimpianti!

  4. Non sei per niente una persona orribile, credo che sia normale avere dubbi, cambiare idea e tornare sui propri passi prima di prendere una decisione definitiva soprattutto su materie così importanti. Fai benissimo a riprovare, e secondo me hai ragione ad affidarti un pò al destino..sono sicura che a poco a poco la vostra strada si renderà sempre più chiara. Non c’è scritto da nessuna parte come va vissuta la propria vita, siamo noi a cambiarne il corso giorno dopo giorno seguendo il nostro cuore e il nostro istinto!!! Ti abbraccio e sono con te!!!

  5. perchè egoista? avere un figlio è una cosa troppo importante ed è giusto che tu segua il tuo cuore e i tuoi desideri. Adozione e pma non sono incompatibili tra loro. E sì, stavolta potrebbe andare bene. Io te lo auguro con tutto il cuore. Per l’adozione siete sempre in tempo, per un altro tentativo pma pure. hai l’età dalla tua parte. Vai sicura seguendo il tuo cuore.

  6. Ti ho letto solo ora…spero con tutto il cuore che una strada, una qualsiasi, vi porti ciò che meritate di avere: la semplice possibilità di amare infinitamente un bambino, qualunque origine genetica egli abbia.
    …e spero tanto che quella strada trovi uno sbocco nel 2014.
    Basta attese, solo gioia e futuro
    un abbraccio

  7. Ti seguo da un po’….è la prima volta che ti scrivo cara Eva. Allora ti racconto un po’ di me prima…: siamo sposati da 8 anni e da 4 proviamo naturalmente ad avere un figlio…esami,esami,esami = tutto OK! Scartiamo subito la PMA e ci buttiamo a capofitto nell’adozione nazionale (solo quella) e scopriamo un mondo bellissimo, persone bellissime. Però….però l’attesa è lunga (saranno 2 anni a gennaio) e così a giugno di quest’anno ci avviciniamo alla PMA, faccio 2 Fivet negative. Altri esami….pianti e delusione…tanta! Se lo sapessero le ns. assistenti sociali che invece abbiamo trovato veramente disponibili!!! Questo per dirti : ognuna fà le proprie scelte giuste o sbagliate…la vita è una ed è sempre meglio una sconfitta che il rimorso di non avere fatto una certa cosa, no ? Per la cronaca : abbiamo cambiato centro e a marzo ho un nuovo app.to a Bergamo (Nuovo Ospedale Papa Giovanni) per una nuova Fivet….sempre che… Ti abbraccio.

  8. Io sono riuscita ad adottare e la felicità si è trasformata in disperazione. Nessuno ne parla ma i fallimenti adottivi sono tanti, per questo i giudici ci vanno con i piedi di piombo. Se tornassi indietro non adotterei più, molto spesso arrivano bambini /ragazzini difficili da gestire. Nel mio caso la mia duplice adozione ha portato alla separazione da mio marito.

    1. Mi dispiace tanto per la tua storia. Spesso non si parla dei fallimenti adottivi e le coppie non ci riflettono. Invece, purtroppo, anche questo può accadere.

  9. Cara Eleonora,
    Ci stavamo trastullando su questo tuo spazio virtuale, se vuoi mantenere l’anonimato un consiglio astuto ma fraterno è quello di rimuovere la tua faccia dalla copertina. In secondo luogo ci chiedevamo: ora che hai ottenuto il figlio biologico la tua voglia di adottare e tutti i bei pensieri ad essa legati dove sono finiti? archiviati? nel camino?
    Ti suggerisco riflessioni più profonde su quelle che sono le tue priorità, che per ora mi sembrano infantili e dettate da capricci momentanei. A tal proposito comprenderai (spero) che chiedere l’approvazione ai ”futuri” nonni per l’eventuale adozione non sarebbe una mossa così sbagliata quando i ”futuri” genitori giocano a mamma casetta.
    Ciao

    1. Ti ho risposto per e-mail. Per trasparenza la pubblico anche qui:

      Una persona di una “certa” che alle 13.20 di un sabato di luglio si ritrova a “trastullarsi” sul blog di una giovane donna sconosciuta (???) offendendola con astio incomprensibile poiché stranamente arrabbiato con le sue scelte di vita… E che tra l’altro parla al plurale (problemi di personalità multipla? Ahahahaha!) per me ha dei seri problemi.
      Io al pomeriggio del sabato ho di meglio da fare, tu, evidentemente, no (e me ne dispiace, ci sono tanti anziani soli nel mondo, che cosa brutta!).
      Ma trastullarsi su un bel sito porno no, eh?

      Ero convinta di sapere chi fossi, ma la persona in questione nega di essere l’artefice di commenti tanto antipatici.
      Visto che voglio fidarmi, ma che non riesco a tenere a freno la curiosità, ti chiedo: chi sei? Mi conosci? Come mi conosci?
      Perché hai cercato il mio nome su Google?
      Sei ossessionato da me?
      Non sei riuscito ad avere figli e odi chi ce li ha?
      Perché le mie scelte di vita e mio figlio ti interessano tanto?

      E’ evidente che hai una certa età perché non sai nemmeno come funzionano i blog e che i commenti vengono quasi sempre moderati dall’amministratore (io) prima di essere pubblicati… Ahahahahaha!!!!!

      Fai parte di qualche “setta” cattobigotta? Sei uno stalker? Un pazzo? Innamorato di me? Odi la Medicina e il progresso scientifico? Odi che una persona possa essere felice, vuoi che tutti siano miserabili come te e il tuo amico immaginario? (Però mi dispiace davvero… Ti mando un abbraccio!)

      Dai dai sono curiosa!
      Aspetto una tua risposta! Posso darti del tu, anche sei hai una certa? Forza che dicono che la vita ricominci a 50 anni!

      Buona serata!
      Per il momento ho reso il blog privato, mi dispiace!!! Stasera che farai solo soletto?? O sei in compagnia del tuo amico immaginario? Dai, c’è sempre il video porno, oppure puoi andare a prostitute!
      Su su che nella vita c’è di meglio che guardare il mio blog e pensare alla mia vita!
      Fattene una tua, è divertente! 😊 Te l’assicuro! Anche se sei solo come un cane puoi fare tante cose per riempire il tuo tempo! Una passeggiata, volontariato, cinema, una bella cena…

      Con simpatia!!!

      Eleonora

      1. Ho rimesso il blog pubblico almeno finché leggerai questa mia risposta, so che hai dato un’email finta, e probabilmente anche il nome…? Dai così oggi sai cosa fare, spero che tu non ti sia suicidato (anzi, scusami, VOI, dimenticavo il tuo amico immaginario) perché per qualche ora non hai potuto leggere i miei post di anni fa (cazzo se sei malato!!!)

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