La mia storia

Quello che gli uomini non dicono

Immagine di Cranky Old Mission Guy

Ultimamente ho scritto un po’ troppi post un po’ troppo tristi. Non è questo non lo spirito con cui ho aperto il blog, ma mi rendo conto che da marzo ad oggi il mio stato d’animo è cambiato parecchio, e l’iniziale entusiasmo è stato piano piano sostituito dalla malinconia. E poi, avendo trovato, proprio grazie al mio piccolo spazio virtuale, tante persone sensibili che riescono a capirmi, mi viene naturale sfogarmi.

Oggi, però, vorrei raccontarvi un episodio molto tenero accaduto questa mattina.

Quando Marito si è svegliato, dopo essersi stiracchiato per bene, mentre facevamo colazione, entrambi ancora mezzi addormentati, mi guarda e fa: “Cavolo… Che sogno ho fatto stanotte!”
“Che hai sognato?” gli ho domandato, mentre con movimenti da bradipo cercavo di aprire la bottiglia del latte.
“Eravamo ad una cena… Io e te… Penso insieme alle altre coppie con cui abbiamo fatto il corso per l’adozione. Quando siamo usciti, ho visto una bambina per strada, sembrava abbandonata… Sono corsa da lei, l’ho presa in braccio e ho cominciato a gridare: E’ mia, è mia! Poi sei arrivata tu, l’hai guardata e ti sei messa a piangere… Infine è arrivato mio padre e ha cominciato a dire che dovevamo chiamare la polizia, e io l’ho mandato a quel paese! E’ mia, ho continuato a ripetere. E nessuno me la potrà portare via!”

Io ho iniziato a ridere… Ma porca miseria… Suocero riesce a rompere le scatole anche nei sogni?!

Non sapevo cosa dire… L’unica cosa che mi è venuta in mente di chiedere è stata: “E com’era la bimba? Era bella?”

“Era bellissima.”

E poi non ho più detto niente, perché l’emozione era forte…

Molto spesso noi “donne PMA” ci lamentiamo del fatto che i nostri uomini non ci capiscono, ed è vero. Non sanno, non possono capire cosa significhi la maternità, desiderare un figlio, sentire una vita dentro di sé e poi perderla, riempirsi di ormoni, attendere con ansia il giorno del test di gravidanza, fare di tutto affinché il proprio corpo diventi un nido caldo e accogliente.
Non si sfogano come facciamo noi femminucce, spesso a causa del loro stupido orgoglio si tengono tutto dentro. Nei pochi momenti in cui mi sento ottimista cerco di parlare con Marito del nostro futuro bambino, della sua cameretta, dei giochi che gli compreremo, di come sarà bello alla sera guardare i cartoni animati tutti insieme, noi due, il frutto del nostro amore, e le nostre bimbe pelose (mi sa che dovremo prendere un divano più grande, però)… Quando parto con i miei viaggi mentali lui cerca sempre di frenarmi, di riportarmi alla realtà, di farmi capire che non è detto che ce la faremo…
E io mi arrabbio, perché sognare a volte sembra l’unico rimedio per non morire, e visto che sono così rari i momenti in cui riesco ad immaginare il futuro che desidero con tutta me stessa vorrei soltanto che lui sognasse con me, anche se so che la felicità di quell’istante è generata dalla fantasia.

Quello che Marito mi ha raccontato stamattina, però, mi ha commosso, e molto. Credo di non essere neppure riuscita a farglielo capire. Ma è così. So che anche lui pensa sempre a quel bambino che ci aspetta, da qualche parte… Solo che non ne parla in continuazione, come invece faccio io, soltanto per difendere la mia, e la sua, sanità mentale (la poca che ci è rimasta).

Però è stato così bello sentirlo parlare in quel modo… Sentirlo parlare come se la bimba del sogno non fosse solamente una fantasia, ma qualcosa di concreto, qualcosa che doveva difendere a tutti i costi, qualcosa che voleva tantissimo.

La nostra bimba sarà bellissima… Ma questo già lo sapevo 😉

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3 thoughts on “Quello che gli uomini non dicono

  1. ..che bello questo post.. mi sono commossa.. quante cose vengono fuori dal nostro inconscio, cose che a volte non riusciamo a dire e grazie ad un sogno possiamo esprimere agli altri..stringi forte a te questo stupendo marito che forse esterna poco ma che dentro ha esattamente le stesse paure, emozioni, sogni, desideri che hai tu..perchè un figlio è un progetto di condivisione e se desiderato da entrambe la sua attesa è dura e impegnativa anche per l’uomo!
    ti mando un bacio grande

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