La mia storia

Ma non starai piangendo davvero!

Dall’ultimo pap test che ho fatto, circa tre settimane fa, è emerso che ho qualcosa che non va. Un ascus. Non ho capito perfettamente di cosa si tratti, comunque ci sono delle cellule che non stanno tanto bene. Perfetto. Ci mancava solo questa!
Mercoledì la ginecologa mi ha effettuato una colposcopia e una biopsia al collo dell’utero, per indagare meglio su queste cellule anomale (ma, tra me e Marito, non abbiamo proprio niente di normale?!). Essendo io molto fifona, soprattutto quando si tratta di esami così invasivi, sono stata male per tutti i giorni precedenti alla visita. Quando sono entrata nello studio medico stavo letteralmente tremando.
Come faccio sempre quando ho paura, ho fatto alla dottoressa mille domande: che strumento sta usando? Cosa vede? Adesso cosa vuole fare? Ma di solito fa male? Ora che cosa sta prendendo?

Sì, sono una piaga, lo ammetto.

Ma in cosa consiste la colposcopia, questo strano esame di cui non avevo mai sentito parlare prima? Per una spiegazione medica, vi rimando a questa pagina (attenzione che le immagini fanno un po’ senso…).
La mia spiegazione: la ginecologa inserisce lo stesso strumento che si usa per il pap test, che si chiama speculum (grazie, Google) lì dentro e poi da una bella occhiata tramite una specie di binocolo, chiamato colposcopio… Figo, eh?
Il tutto non sarebbe neppure doloroso, se ad un certo punto non ti inserisse un tampone bagnato di un acido che “colora” le cellule “malate” per poterle osservare meglio… E, come se questo non bastasse, dopo ti bagna lì dentro con un altro acido ancora… Ho specificato che questo acido BRUCIA?
A questo punto io stavo già imprecando in lingue fino a quel momento a me sconosciute (tipo la bambina posseduta de L’Esorcista), quando la ginecologa mi ha annunciato che mi avrebbe dovuto fare una biopsia… Il mio incubo!
Mi ha infilato una specie di forbice gigante, poi mi ha detto che avrebbe contato fino a tre e a quel punto io avrei dovuto tossire forte, mentre lei avrebbe “strappato” un pezzettino di quelle cellule maledette… Io l’ho fatto, con le lacrime agli occhi, per ben TRE volte…
Non appena mi ha liberato dei forbicioni ho sentito dei dolori forti, simili a quelli mestruali. E sono scoppiata a piangere, come una bambina… La ginecologa non poteva credere ai suoi occhi! Mi ha chiesto: “Ma non starai davvero piangendo, vero?”
Era preoccupata che io stessi male, ma in realtà non è che il dolore fosse poi così forte (non vorrei scatenare il panico tra le donzelle che stanno leggendo questo racconto), ma mi mette un’ansia incredibile sapere di avere degli strumenti dentro al mio corpo… È una sensazione stranissima. E poi, credo che abbia aumentato la mia ansia anche la preoccupazione per quello che potrei avere, e il fatto che, mentre la dottoressa rovistava lì sotto, sentivo in sottofondo le urla disumane di una donna che in una stanza vicino stava partorendo… La ginecologa dice che, se sono così fifona, non riuscirò a sopportare i dolori del parto, ma lei non mi conosce e non sa che non vedo l’ora di provare quella sofferenza, se serve a mettere al mondo il mio bambino.
Questa colposcopia/biopsia, però… Preferirei non ripeterla mai più nella vita, grazie.

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