La mia storia · Riflessioni

Gli spaccasogni

Piccola premessa a questo post. Ieri, 8 pt, ho deciso di fare il test di gravidanza.
LO SO. Sembrerebbe un po’ prestino. Ma ho navigato su internet alla ricerca di informazioni, e da quello che ho capito quando si fa il transfer di blastocisti si può anticipare il test, perché l’attecchimento avviene in un tempo minore rispetto ad un transfer di embrioni in seconda o terza giornata.
Ho letto di donne che hanno avuto un responso positivo dal test casalingo già al 5 pt… E quindi mi sono detta: proviamo!

Ovviamente era negativo. Cosa vi aspettavate? Io niente di diverso, anche se per qualche minuto ho continuato ad osservare quel maledetto stick, sperando di veder comparire qualcosa, girandolo e rigirandolo tra le mani e guardandolo da tutte le angolazioni possibili ed immaginabili.

Ho deciso che domani, 10 pt, farò le beta, e se mi daranno un valore negativo mi metterò il cuore in pace.
Martedì prossimo, 14 pt, ma solo per accontentare il centro PMA che non vedo l’ora di abbandonare per sempre, rifarò un altro test.
Tanto, anche se chiamassi la ginecologa domani per comunicare l’esito negativo delle beta, mi direbbe come al solito di continuare le terapie…
Certo, come se l’ormone della gravidanza potesse magicamente autoprodursi nel corpo il quattordicesimo giorno del transfer…

Comunque, non è di questo che voglio parlare. Per sapere come mi sento basta rileggere il post che ho scritto dopo l’ultimo fallimento.

L’unica cosa che mi trattiene dal mettermi a piangere è il pensiero di ricominciare al più presto tutto da capo.

Dopo le analisi di domani che uccideranno ogni mia sciocca speranza residua io e Marito ci rimetteremo in pista per rifare le analisi preliminari.
Voglio assolutamente riuscire a procedere con la stimolazione con il ciclo che mi dovrebbe arrivare, se ho fatto bene i calcoli e se il mio corpo non fa scherzi, a fine marzo/inizio aprile. Ovviamente, nel centro PMA di Bologna. A Reggio Emilia non ci voglio più mettere piede.

Bene. Ora procediamo con quello di cui volevo veramente parlare in questo post, ovvero… Le reazioni di amici/conoscenti/colleghi davanti alla confessione della propria condizione di sterilità e della decisione di tentare con la PMA.

Ho selezionato con cura le persone più fidate a cui raccontare quello che io e Marito stiamo passando, anche se in realtà molta gente a cui volevo tenere nascosto il nostro “segreto” ha capito tutto senza bisogno che io dicessi niente.

Forse il mio intuito è completamente sballato o forse le persone non sanno come replicare ad una notizia del genere, perché certe reazioni mi fanno veramente cascare le braccia. Ecco alcuni esempi di persone con cui mi sono dovuta confrontare:

– L’entusiasta

Ma dai, davvero? Fai la fecondazione assistita? Ma lo sai che anche mia cugina/sorella/amica/vicina di casa sta per farla? E’ incredibile!
(Certo, è meraviglioso, guarda, dammi il suo numero di telefono che la chiamo per congratularmi).

– La menefreghista

Amica: “Sul serio? Beh, senti, se però non rimani incinta, mi accompagneresti nel tal posto nella tal data?”
Io: “Ehm, veramente mi auguro vivamente di essere incinta per quella data…”
Amica: “Ah beh, sì, certo, ovviamente.”
Pausa di silenzio.
Amica: “Ma se non la sei, vieni con me?”

– La tragica

Guarda, anche mia cugina/sorella/amica/vicina di casa ha fatto la fecondazione assistita. E’ diventata una botte a furia di prendere ormoni. Ed era insopportabile. Ha creato il vuoto attorno a sé perché nessuno voleva starle vicino tanto era antipatica. Secondo me stava andando fuori di testa.
Alla fine non ce l’ha neanche fatta a rimanere incinta!

– L’ottimista

La fecondazione assistita! Ma tu sei così gggiovane! Avrai tre gemelli! Sì, ne sono sicura, me lo sento! Anzi, ti vedo già incinta!
(Ma porti male??)

– L’aspirante medico

Fecondazione assistita? Ma sei sicura? Ma tu e tuo marito state continuando a provarci? (No, abbiamo deciso di darci alla castità!)
Chissà, magari un giorno uno dei suoi spermatozoi si sveglia e decide di iniziare a lavorare! O forse è solo l’ansia! Sì, secondo me è così!
(Oh, quanto ti devo per la consulenza?!)

– Il moralista

Fecondazione assistita? (detto con espressione di disgusto)
Quelle cose lì, così contro natura non mi piacciono per niente! (E infatti non devi farlo tu…)

– Gli spaccasogni (o spaccaballe, a scelta)

Ecco, su questa categoria devo aprire una luuuunga parentesi.

La gente ama giudicare, criticare, sputare sentenze. Ma non capisce.
Certo, poi c’è chi è più sensibile e chi meno, ma in linea di massima questo è l’atteggiamento che accomuna la maggior parte dei miei “confidenti”: uomini, donne, giovani, di mezza età, con figli e senza…
Il problema non è l’incapacità della gente di capire. Il problema è che non ci prova neppure. L’empatia, questa sconosciuta…
Vi voglio raccontare la reazione di due persone molto diverse tra loro davanti alla mia esperienza con la PMA.

La prima persona, uomo, mi ha confessato di non approvare il mio “accanimento terapeutico”. Insomma, secondo lui dovrei smetterla di provare con la PMA.
E il bello è che questa persona non ha idea di come funzioni la PMA. A volte ho provato a spiegarglielo, con scarsi risultati, anche perché evidentemente non è molto interessato all’argomento.
Vi dico soltanto che prima dell’ultimo transfer di congelati mi ha chiesto come stava andando la stimolazione delle ovaie…
Mi sento spesso ripetere che ho fatto TROPPI tentativi (3 sono troppi?? Tra cui solo due stimolazioni?), e che mi sto accanendo.
Ma queste persone si rendono conto che solo la Medicina mi può aiutare a realizzare il mio sogno?
Che se smetto con la PMA rinuncio a diventare madre per sempre? (Madre di pancia, intendo).
Come fanno a dire tanto a cuor leggero una cosa del genere?

Secondo esempio.
Donna, mezza età, che non ha mai voluto figli.
Qualche tempo fa le ho confidato d’aver rifatto “LA COSA” (non so perché ma con certe persone mi vergogno a chiamare la PMA con il suo nome!).
La sua reazione?
“Ma ancoraaaaaaa? L’hai rifatto ancoraaaaa? Ma, insomma! Quante volte ancora hai intenzione di farlo????”
Il tutto, badate bene, detto con tono scocciato, manco stessi facendo un torto a lei.
“Finché non funzionerà…” ho detto io, ridendo imbarazzata.
“E se non funziona cosa faaaaaai?” (immaginatevi una vocina acida e stridula)
“Ci provo di nuovo…”
Sapete qual è la cosa che mi fa più imbestialire?
Io e questa persona siamo molto diverse, conduciamo stili di vita totalmente diversi, abbiamo valori e una morale diversa.
Eppure io non ho MAI osato criticarla. Perché dovrei? La sua vita è sua, le sue scelte sono sue. Se lei è contenta così, benissimo! Basta che nessuno obblighi me a seguire le sue orme!
E allora, perché io devo essere sempre giudicata per le MIE scelte?
Se decidessi di mollare tutto e trasferirmi in Madagascar non potrei forse farlo?
Se decidessi di mollare tutto e farmi suora?
Ma perché la gente deve sempre mettere il becco su tutto?

Anzi, non è questa la cosa che mi fa più incazzare. E’ un’altra.

Ci sono persone che fanno figli perché “così si fa”. Poi magari li amano pure, eh, mica lo metto in discussione, però li fanno perché li devono fare, non perché li desiderano con il cuore.
Ci sono persone che fanno figli… “Per caso”. Ops.
Ci sono persone che sognano di fare carriera, di diventare un medico e di salvare delle vite, di viaggiare il mondo, di diventare attori, cantanti, registi, di fare politica…
E c’è chi sogna di avere una famiglia. La famiglia, i figli, non sono solo degli obblighi sociali, ma possono essere anche il fulcro della vita di una persona. Così è per me. Cosa c’è di sbagliato?
Se io stessi cercando, che ne so, di diventare una cantante e incontrassi delle difficoltà, nessuno mi direbbe di smetterla di partecipare ai provini o di prendere lezioni di canto, magari impegnandomi tutti i giorni per diverse ore e spendendo tanti soldi…
Mi direbbero, invece: “Hai solo 26 anni, non mollare così! Non puoi rinunciare al tuo sogno, sei così giovane!”.
Bene. Il mio sogno è quello di diventare madre. Quindi, secondo questi intelligentoni, a 26 anni dovrei rinunciare al sogno di una vita?
Il mio sogno deve essere trattato come se fosse un capriccio adolescenziale, un’inezia, una sciocchezza? Come se fosse meno importante di una carriera?
No, io non ci sto.
Il mio sogno è mio e nessuno ci può mettere il becco. E io farò di tutto per realizzarlo.
Senza mai prendermi una pausa. Senza fermarmi. Combattendo contro la Natura bastarda.
Solo che, nel frattempo, vorrei che la gente la smettesse di deridere i miei sogni.
E’ già tutto abbastanza difficile senza bisogno di essere umiliata da chi i figli li ha avuti senza neppure sapere come o da chi non li ha mai desiderati.

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10 thoughts on “Gli spaccasogni

  1. Gli spaccasogni… Io ne ho una cosi, una che dall’alto dei due figli arrivati subito mi dice che forse essere madre non è il mio destino. Mi sono stancata di ascoltare gente così…il brutto è che anche se non vuoi ascoltare questa gente si sente sempre in diritto di parlare e dire mazzate. Prima o poi finiranno la saliva, o inghiottiranno una mosca, a forza di parlare a vanvera! TU stai facendo per il meglio, e 3 tentativi sarebbero..troppi? Bah!

  2. tesoro, chi non ci è passato non può capire, potremmo scrivere tanti di quei libri sull’ intelligenza delle persone in questo campo.. dobbiamo essere forti ed un giorno gliela metteremo in quel posto a tutta sta gente! scusa eh ma quando ci vuole ci vuole, basterebbe poca ma veramente poca sensibilità ed invece parlano x’ hanno la bocca!
    forza tesoro, ora fai queste beta con calma [ fosse facile tu dirai, e ti capisco!] se poi non
    sarà andata tirerai fuori tutta la tua grinta di ventiseienne e continuerai a combattere più forte di prima, non dobbiamo smettere mai di crederci!

  3. purtroppo solo che è nelle tue stesse condizoni può capire il brutto è che io non conosco nessuno come me, gli altri sembrano perfetti, rimangono incinta al primo tentativo, non rischiano l’aborto, hanno parti stupendi, rimangono incinta per caso….io di persona vicino a me non conosco nessuno come me e infatti ho smesso di parlarne…conosco solo voi amiche blogger e mi sfogo con voi perchè solo voi potete capirmi. non ti prendere troppo a cuore queste persone sono solo persone vuote e insensibili…ti abbraccio e anche se sei pessimista continuo a incrociarmi per te!!!

  4. gente del genere purtroppo l’abbiamo incontrata tutti. ma tu come si dice “non ti curar di loro ma guarda e passa”. é il tuo sogno e nessuno può impedirti di raggiungerlo.
    Per il test non ti dirò che è presto solo perchè se fosse successo a me anche io avrei perso le speranze.
    Comunque tu hai le idee chiare e la forza di combattere quindi il tuo sogno arriverà, non possiamo sapere quando ma arriverà e poi sarà felicità pura.
    Ti abbraccio cara.

  5. Commento questo post (sappi che ti leggo, anche se non commento sempre!) con due stati d’animo molto diversi. Rido perchè leggo le varie reazioni, i vari soggetti che aimè, abbiamo incontrato tutte mi sa. Mi fanno ridere, tutti, perchè una volte che sei dentro a sta cosa (la PMA) ti rendi conto di quanta ignoranza c’è in giro, di quanto poco la gente s’interessi a te e a quello che stai passando, di quanto pensano di sapere e si permettono di dire la loro.
    Sul collega 50enne, mi vien da dirti solo di avere pazienza… cioè è un uomo, fosse anche giovane, cosa cambierebbe, solitamente non capiscono una fava, non pretendere troppo insomma.
    Sulla tua parente… mah tesoro, hai detto tu che ha una vita insulsa e non ha voluto figli, ti aspetti il tifo? Certo, magari si facessi i cazzi suoi sarebbe molto meglio, su questo sono assolutamente d’accordo!
    E veniamo al resto del post… come ben sai, un po’ per l’età, un po’ per la bruttissima esperienza, io ho deciso di fermarmi e di non riprovare sta cosa…. Ammiro moltissimo le donne come te, che giustamente provano finchè hanno voglia, forza e coraggio. Però…. mi permetto e lo sai che non c’è cattiveria o voglia di giudicare…. sta cosa di fare il test praticamente subito……… non la capisco. Scusami…. sono la prima a dire che se lo avessi fatto al 14pt sarebbe magari stato comunque negativo, sono la prima ad odiare le persone che mi dicono che non mi sono mai presa in cinta perchè troppo nervosa, agitata, nevrotica… come se una persona potesse decidere di non esserlo. E’ come chiedere a un asino di abbaiare. O no?
    Vorrei… ma per l’affetto che provo per te, non per altro, che potessi vivere questa cosa con serenità, ma so per esperienza che non si può. Vorrei che rispettassi i tempi e continuassi con la tua vita perchè è bella comunque…. però te lo dico io a 39 anni dopo anni di tentativi e forse anche con la rassegnazione.
    Ecco… non ti rassegnare, che io ti voglio bene e faccio il tifo per te.

  6. hai scritto che avresti fatto le beta… chissà come è andata… cè una parte di me che, pur non conoscendoti, spera….

    gli stereotipi degli “altri” quelli che non conoscono questa strada, son tutti uguali.
    come in ogni “guaio” non si capisce come ci si sta dentro (male) finche o non lo vivi in prima persona o lo vive qualcuno di cosi vicino che è come se lo stessi vivendo.

    da una che per scelta non vuole figli, io non le permetterei manco di avvicinarsi a parlare dell argomento. se i figli non li vuoi non puoi in assoluto capire cosa si prova a desiderarne e non averne.

    buona fine settimana… qui dove sono io, piove piove e piove

    A.

  7. Ciao Eva, io mi chiamo Annarita e ti leggo spesso. Tu sei una donna intelligente e determinata, non permettere agli stolti di interferire nel tuo percorso. Spero ancora x le tue beta
    Ti abbraccio

  8. Cara, ho scoperto da poco il tuo blog e ti voglio prima di tutto ringraziare. La tua intelligenza e ironia mi stanno molto aiutando a vivere il mio percorso di PMA. Mi presento: ho 30 anni e un sistema ormonale alquanto sballato che da un anno circa non mi consente di ovulare. Mi sono rivolta al centro PMA della clinica ospedaliera di Padova e mi è stato consigliato di iniziare con le IUI. Ovviamente è stata una tegola in testa, non avevo mai considerato la possibilità di non poter avere figli (naturalmente) e inizialmente ho avuto un rifiuto netto. Poi, grazie anche a mio marito che è stato molto più lucido di me, mi sono convinta che almeno questa strada va tentata! Non ne ho parlato con nessuno durante la snervante attesa per la prima visita. A mia mamma l’ho detto a diagnosi fatta ed è rimasta senza parole….tegola anche per lei! I miei suoceri, invece, l’hanno considerata come una normale terapia per una qualsiasi malattia (NB: mio suocero è un professore di medicina in pensione e ha lavorato in PMA). Inizialmente la loro reazione mi ha lasciato basita, ma ora comincio a pensare che sia la migliore, perché non ingigantisce una situazione già difficile e, soprattutto è oggettiva! Dobbiamo metterci il cuore in pace: chi non vive e non ha mai vissuto la frustrazione di desiderare la maternità e non poterla avere, non può capire! Con le persone più care ci si può confidare (io l’ho fatto con una grande amica che mi ha spronato ad essere fiduciosa), ma non si può pretendere che capiscano, al massimo possono giustificare momenti (altrimenti inspiegabili) di tristezza o rabbia. Insomma, fan fatica i mariti, fidanzati, compagni a starci dietro, figuriamoci un amico, per quanto caro! Quindi, la mia strategia è stata il riserbo e finora mi ha consentito di non espormi al pubblico ludibrio e anche di irridere tra me e me ricorrenti commenti poco simpatici fatti da amici poco sensibili allo scuro di tutto (del tipo: ” ora o ti diamo un cuscino da mettere sotto il maglione o un bambolotto, perché siete gli unici fuori dal gruppo” detto dal testimone di nozze un sabato sera ad una pizza alla presenza di coppie con almeno un figlio già nato e/o in arrivo…non male come uscita, vero?!). Non credo che tu abbia bisogno di consigli, perché ti vedo bella agguerrita, ma voglio comunque esprimersi la mia vicinanza, come io ho sentito la tua in questo ultimo periodo!

  9. x me oggi 14pt, ma le beta fatte sabato erano gia nulle…sono triste anche io ma ti dico non mollare:
    la mia prima icsi , fatta nel 2011, mi ha dato un bambino bellissimo che dorme qui al mio fianco, ogni suo respiro una gioia. Non condividere nulla del tuo privato se non con chi sta vivendo la tua stessa esperienza.

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