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La sacra famiglia

No, il titolo di questo post non si riferisce a Giuseppe, Maria e il bambin Gesù, ma rimanda alla dichiarazione fatta pochi giorni fa da Guido Barilla, di cui probabilmente avrete letto sui giornali (altrimenti l’articolo è qui).

Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale.

Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale

E inoltre:

Nell’intervista volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all’interno della famiglia

Queste sono alcune delle frasi pronunciate dal dott. Barilla. Queste parole mi offendono, e molto, perché io sono sempre stata contraria alla discriminazioni di ogni genere.

Inoltre, ma questo non tutti sono riusciti a coglierlo, affermazioni di questo tipo non offendono soltanto gli omosessuali, ma anche le donne.

Cerchiamo di capire quale sia questa fantomatica famiglia classica che piace tanto alla Barilla e all’italiano medio…

Dalle pubblicità della suddetta azienda, ma potremmo prendere ad esempio un lo spot di un qualsiasi detersivo o cibo, e dai commenti che sento in giro e che leggo su internet, la famiglia perfetta è quella composta da un uomo e una donna e diversi figli, concepiti in maniera naturale, e ovviamente bellissimi, intelligentissimi ed educatissimi.

L’uomo e la donna, ovviamente, si sono sposati in chiesa con ricco ricevimento a cui hanno partecipato almeno cento persone.

Ovviamente la donna si sveglia prima di tutti per preparare, con il sorriso sulle labbra, una lussuosa colazione, che durerà un paio d’ore, per marito e figli. Poi l’uomo va al lavoro, mentre la donna veste, lava e poi accompagna i bambini a scuola; infine, sempre con il sorriso sulle labbra, torna a casa per spolverare e lavare i pavimenti, naturalmente senza osare sbuffare o lamentarsi.

L’apice della sua giornata viene raggiunto quando scopre un nuovo prodotto per la pulizia o quando riesce a togliere le macchie di vomito, sugo o fango dalla maglietta del bimbo.

Se invita le amiche a casa è solo perché ha organizzato la presentazione di un qualche prodotto cosmetico o per consigliare loro una nuova aspirapolvere dai poteri magici.

Quando alla sera il marito torna a casa la donna è pronta a servirgli un’ottima cena che ha preparato con le sue mani, stando ai fornelli per ore ed ore. Ovviamente il marito non tocca neppure un mestolo, non sia mai, sacrilegio!

E se il figlio adolescente vuole invitare una decina di amici a casa, a qualsiasi ora del giorno e della notte, la mamma è pronta a preparare per tutti loro un succulento spuntino. Ovviamente il figlio adolescente non sa neppure accendere il fornello. Poverino, perché dovrebbe imparare? Tanto c’è la mamma che fa tutto!

Ovviamente la mamma non ha alcun altro interesse che non sia quello di accudire marito e figli come una schiava. Non legge libri, non guarda la televisione, non esce con le amiche, non è mai stanca.

E quando viene l’ora di andare a dormire, ovviamente la donna dev’essere pronta a indossare un sexy completino intimo, a togliersi i panni della “santa” per diventare una “puttana” che deve soddisfare i bisogni del marito. Ma solo per poche ore, eh, anzi per pochi minuti, insomma finché il marito non ha raggiunto il piacere (certo, perché il rapporto sessuale finisce quando lui ha avuto l’orgasmo, le donne mica devono godere, eh, solo le donnacce provano piacere!). Poi si torna ad essere delle sante.

E, il mattino successivo, tutto ricomincia da capo.

Certo, poco importa se la donna è casalinga perché non è riuscita a trovare un lavoro e ha messo da parte le sue ambizioni, poco importa se il marito picchia lei o i figli, poco importa se i figli sono nati per caso, poco importa se si sono sposati in chiesa perché così voleva la zia Giuseppina… Poco importa se la famiglia del Mulino Bianco, in realtà, non esiste.

L’importante è che una coppia sia formata da un uomo e una donna, sposati, con tanti bambini, dove lei è felice di assecondare i bisogni di tutti i membri della famiglia, dimenticando i propri.

Mi sembra di essere tornata agli anni Cinquanta, quando una donna che a trent’anni non era sposata veniva considerata una “zitella”, quando il padre, il capofamiglia, era l’unico in casa che lavorava e dettava legge, quando il divorzio non esisteva neppure, quando fare figli non era una scelta, ma un obbligo imposto dalla società…!

Siamo nel 2013. E pare che nulla sia cambiato.

Ci crediamo tanto liberi, ma siamo ancora ancorati, imprigionati, in una mentalità ipocrita e falsa.

Mia madre ha sempre considerato la nostra come la famiglia “classica”, “tradizionale”. E, agli occhi degli altri, era proprio così. Mia madre si è sempre vantata di non essere divorziata e di essere riuscita a stare al fianco di mio padre per tanti anni. Si sono sposati in chiesa. Hanno avuto una figlia – la sottoscritta – in maniera naturale. Mia madre non ha mai lavorato con la scusa di dovermi accudire…

Se potessi parlare a tu per tu con il caro dott. Barilla , gli vorrei dire due paroline.

Gli vorrei dire che avrei preferito di gran lunga essere cresciuta con amore da una coppia gay che si vuole bene e si rispetta, piuttosto che con due persone che non sono mai state in grado di comprendermi e amarmi e che hanno sempre litigato e si sono picchiate in mia presenza. Avrei preferito avere una mamma lavoratrice in grado di insegnarmi il valore del duro lavoro, piuttosto che una finta-casalinga che non lavorava solo per pigrizia e lasciava la casa sporca come un porcile… Avrei preferito avere due genitori che non si sono mai sposati, piuttosto di due che sono sposati da tanti anni e non sono neppure venuti al matrimonio della loro unica figlia…

La mia non sarà mai la sacra famiglia tradizionale. Io e Marito ci siamo sposati in comune con solo trenta invitati, avremo un figlio che non sarà nato dal mio grembo, io continuerò a lavorare, odio stirare, non so cucire, è Marito che fa da mangiare… Eppure saremo una famiglia molto più felice di tante coppie “tradizionali” che si vedono in giro.

Quelle che hanno avuto dei figli perché lo sentivano come un obbligo verso la società, e ogni istante si pentono di averli messi al mondo, rimpiangendo i bei tempi in cui potevano divertirsi… O che magari si tradiscono a vicenda, ma non osano lasciare l’altro/a per paura delle chiacchiere dei vicini…

Ma per favore!

Famiglie con figli o senza, famiglie con figli adottivi, biologici, nati in provetta, famiglie allargate, famiglie di gay, famiglie in cui lui lavora e lei sta a casa, in cui lei lavora e lui sta a casa, ma chi se ne frega? Direi che c’è posto per tutti in questo mondo. Per le sacre famiglie come per quelle dannate. Quello che importa è l’amore e il rispetto.

Mi preoccupano di più le sacre famiglie in cui i bambini vengono picchiati o abusati piuttosto che una coppia di gay che non pretende alcun diritto se non quello di amarsi in santa pace!

Basta giudicarsi a vicenda. Basta imporre la propria visione della vita agli altri.

E basta ritenere la donna la “regina del focolare!” Se una donna vuole esserlo, bene, che lo sia pure, ma le donne che vogliono lavorare, che non sanno cucinare, che non vogliono figli, non sono da meno! Così come un uomo che cucina o spolvera o pulisce o accudisce i figli non perde valore!

Vi consiglio questi due interessanti articoli sul tema

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Pubblicato in: La mia storia, Riflessioni

Orgoglio sterile

Ragazze, sappiatelo: chi ha un marito/compagno che, come il mio, ha spermini brutti e cattivi, oppure chi tra di voi ha le tube chiuse, o impervie, o gli ovociti scadenti o le ovaie malfunzionanti… Sappitelo, siete anormali. Sì, non potete avere figli, non potete continuare la specie, quindi siete anormali.

E se per caso decidete di ricorrere alla PMA, apriti Cielo! Invece di vergognarvi per la vostra anormalità e vivere ai margini della società a capo chino, cercate addirittura di porre rimedio al vostro problema, andando contro la Sacra Madre Natura (quella che fa concepire figli ai tossicodipendenti e a sedicenni strafatti nei luridi bagni di una discoteca ma non ad adulti capaci e desiderosi di amare).

Siete – siamo – doppiamente anormali!

Oggi, aprendo come ogni mattina il sito del Corriere della Sera, dopo aver letto la bellissima notizia della probabile ricandidatura di Berlusconi, mi sono imbattuta in questo affascinante articolo.

Se non avete voglia di leggerlo, ve lo riassumo in due parole: il manuale dei carabinieri inserisce l’omosessualità tra le degenerazioni sessuali, al pari dell’incesto, della zoofilia, della necrofilia. Insomma, un uomo che ama un altro uomo, o una donna che ama un’altra donna, nel nostro brillante Paese è visto/a al pari di un pervertito che va con uno della sua famiglia, che si accoppia con un animale, che stupra un cadavere.

Già la mia stima per le forze dell’ordine di questo Paese non era particolarmente alta (vedi casi di Giuseppe Uva, di Federico Aldrovandi, ecce cc), ma ora… Non ho parole.

Ho sempre rispettato e difeso i gay con tutte le mie forze dall’ignoranza e cattiveria della gente . Cosa cavolo me ne importa delle preferenze sessuali e affettive di un’altra persona? Fa forse del male a me o ai miei cari?

Detesto la gente sempre pronta a giudicare. Sei gay? Allora sei un pervertito e probabilmente anche pedofilo.

Sei lesbica? Meglio tacere. Le lesbiche vanno bene solo nei film porno. Nel mondo reale non si possono nemmeno permettere di fare coming out.

Solitamente le critiche, il disgusto, provengono da uomini che si professano “normali”, sposati in chiesa e – apparentemente- devoti cattolici, salvo poi andare con le prostitute…

Voi direte: ma cosa c’entra questo con noi? C’entra, c’entra. Eccome se c’entra.

Quello che più mi ha sconvolto di questo articolo sono alcuni commenti dei lettori. Vi riporto i più shoccanti:

Il nostro Paese non fa figli e va verso l’ estinzione

11.07|08:59 -indomito-

è evidente la follia nel non voler sostenere la natalità e la famiglia, l’ unica che può perpetuare la società. Ci si preoccupa invece di surrogati di famiglia o aberrazioni. Alla fine quando la nostra società sarà ormai estinta avremo un paese islamico. Il quale probabilmente tratterà gli omosessuali in maniera ben diversa…

Quello che per i nostri padri era anormale perché dovrebbe essere normale oggi?

11.07|08:49 Lettore_2603298

Quello che per i nostri padri era anormale perché dovrebbe essere normale oggi? La società dei nostri padri era ordinata e ci ha portato al progresso economico. Questa società del disordine ci sta portando alla crisi. Il fatto stesso che si faccia tutto questo polverone per una definizione di un manuale testimonia il livello di degenerazione dell’intera società, che si preoccupa più degli omosessuali che di una incombente povertà di massa.

Gay? meglio omosessuali

11.07|08:28 nonnopaolo

concordo con Carlo. chiamiamo le cose con il loro nome. ognuno è libero di fare ciò che vuole o la sua indole lo porta a compiere nel campo sessuale ma la normalità è ciò che la natura ci fa compiere per la continuazione della specie

A ME SEMBRA CHE SI STIA ESAGERANDO

11.07|08:03 carlol

Che si sia messo al bando il pregiudizio sulla omosessualità e che si possa tranquillamente vivere la propria omosessualità è una grande conquista, ma da questo all’orgoglio gay o che si tenti di far passare l’omosessualità come una cosa da ostentare e di cui andare fieri ed indicarla come “normale” mi sembra eccessivo:la normalità credo sia quella secondo natura,quella che porta alla continuazione della specie.Credo che sarebbe come dire, per esempio, che uno senza gambe sia normale.Insomma ho l’impressione che sia una ipocrita forzatura.

Come ha detto il gentilissimo sig. Carlol, un gay è anormale, così come un uomo senza gambe.

Quindi, aggiungo io, di conseguenza anche una donna priva di ovociti o tube o un uomo senza spermatozoi è anormale.

Forse qualcuno potrebbe obiettare che essere sterili o gay sono due cose ben diverse. Beh, secondo me non è così. Loro non hanno deciso di essere gay, così come noi non abbiamo deciso di non poter avere figli. E’ la nostra natura. E noto sempre di più che la gente ha la stessa reazione davanti ad un gay, ad un uomo o una donna sterile o ad una persona con qualche handicap: compatimento, un po’ di fastidio, ribrezzo e vergogna.

Come se fossimo dei mostri.

E sapete che vi dico?

Piuttosto che essere normale come i loschi figuri di cui sopra, preferisco di gran lunga essere considerata anormale. Cazzo, se lo preferisco!