Pubblicato in: La mia storia, Riflessioni

Cos’è la felicità?

Per le persone normali avere dei figli, una famiglia, è una cosa piuttosto normale. Anche un po’ banale, direi. Forse da queste persone la propria famiglia non è considerata come la realizzazione di un sogno, ma un semplice fatto naturale, un qualcosa a cui sono stati obbligati dalla società… Queste persone non riescono a capire il valore di quello che hanno… Una famiglia, dei figli… Cose banali, naturali, che la gente come “noi” lotta per anni per ottenere!
Da questo punto di vista io mi sento fortunata. Nella mia vita ho sempre elemosinato amore, da genitori, amici, uomini… Con i miei genitori non ho mai avuto un buon rapporto, non mi sono mai sentita amata, non ho mai avuto tanti amici e c’è stato un periodo in cui ero convinta che sarei morta zitella… Ogni volta che un parente mi mostra il suo affetto, ogni volta che un amico mi dice “ti voglio bene”, ogni volta che guardo Marito, io mi sento fortunata. Molto più di quelli che hanno sempre avuto tutto l’amore che desiderano, senza doverlo cercare.

Parlo di questo perché al lavoro troppo spesso sento i colleghi lamentarsi di quello che hanno… Delle loro “normali” esistenze.
Non credo che qualcuno li abbia obbligati a sposarsi ed avere dei figli… Se non ritengono la propria moglie e i propri figli meritevoli del loro tempo e dei loro sacrifici, perché hanno messo su famiglia? Forse la società li ha obbligato?
Quando pongo queste domande, mi sento rispondere che i figli sono una gran fatica e spesso non sono come i genitori li immaginano o desiderano. Da questa risposta ho capito tante cose e… Mi sono sentita molto triste per queste persone. Sì, proprio io, una donna che deve fare mille iniezioni di ormoni e farsi sedare due volte per avere un figlio (con il 40% di possibilità di successo), mi sono sentita triste per qualcuno che ha dei bambini senza nemmeno averli dovuti cercare… Perché loro non capiscono quanto siano stati fortunati!
Perché persone del genere hanno figli? Non lo so. Forse la Natura è semplicemente bastarda. E il terremoto dell’altro giorno mi convince sempre di più di questo.

Non nego che c’è stato un periodo, all’inizio della mia storia con Marito, in cui mi sono sentita frustrata. Desideravo viaggiare, fare esperienze nuove ed eccitanti… La mia vita, così normale, mi sembrava una prigione. Ho sempre avuto uno spirito ribelle, perennemente alla ricerca dell’avventura. Ogni volta che riuscivo a soddisfare i miei desideri, però, notavo che la felicità durava pochi attimi. E presto ho realizzato che l’unica felicità che io desidero è quella che solo il calore di una famiglia può darmi. Tutto il resto lo lascio volentieri a chi non vede la propria fortuna.

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Quel momento di felicità

È da due anni che lo immagino.

Al mattino quando spengo la sveglia e, mezza addormentata, mi nascondo sotto le coperte per godere ancora di qualche minuto di pace…
Mentre sono in macchina diretta verso l’ufficio e ascoltando la radio canticchio sottovoce…
Al lavoro, quando la mia mente annoiata vola via, lontano…
Alla sera quando, accucciata sul divano insieme a Marito, guardo la televisione…
Negli istanti un po’ nebulosi prima di addormentarmi, quando riemerge in me tutta la rabbia, la frustrazione e la speranza…
Quando dormo, nei miei sogni…
Lo immagino sempre.
Quel momento di felicità.


Il momento in cui, guardando il test di gravidanza, scoprirò di essere incinta.
Il copione è sempre lo stesso. Quando guardo il test sono da sola, chiusa in bagno. Scoppio a piangere. E in quel pianto è racchiusa tutta la felicità che ho sempre sognato di provare, un giorno. Una felicità talmente intensa che mi sembra quasi di morire… Rido, e piango.
Poi corro da Marito. Sto in silenzio e gli mostro il test, cercando di trattenermi dal ridere… So che lui non capirà. È un uomo, di queste cose non sa niente. Non ha idea di cosa significhino quelle due benedette linee! Non riesce neanche a parlare, mi guarda come per incitarmi a dirgli qualcosa, a dirgli la verità. E poi io rido. Rido senza freni, come non ho mai fatto prima.
E urlo: “Ce l’abbiamo fatta!”
Lui ride, poi piange, poi mi abbraccia, a lungo, per un tempo infinito, le nostre lacrime si mescolano, le nostre risate riempiono l’aria…

Ma i miei sogni non finiscono qui. Non esistono limiti ai sogni, quindi… Perché non sognare in grande?
Vedo io e Marito che sistemiamo la cameretta, che fino ad oggi è servita come studio/magazzino… Una stanza disordinata, incompleta, insensata, una stanza in attesa, proprio come noi, di qualcosa di bello, di qualcosa di migliore. Discutiamo per il colore delle pareti, sistemiamo i mobili, compriamo l’armadietto, la culla, diecimila giocattoli…
Mi vedo con un bel pancione seduta sul divano a divorare tavolette di cioccolato, e Marito che mi guarda adorante anche se sono una balena, perché io sono la Portatrice del Sogno… Del nostro sogno.
Vedo le nostre bimbe pelose che guardano con sospetto la mia trasformazione, e allora io e Marito spieghiamo loro che presto arriverà un bellissimo bambino nella nostra casa, e che porterà gioia a tutti, anche a loro, e che dovranno trattarlo bene, perché sarà per loro come un fratellino…
Vedo… Vedo tutto quello che ho sempre voluto.
Ed ora lo vedo più chiaro, i sogni ad occhi aperti sono più nitidi, perché il traguardo è vicino…

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Una settimana infinita

Prima di tutto, grazie a tutte per il vostro sostegno, davvero. Anche se non vi conosco di persona le vostre parole di conforto e solidarietà mi fanno molto piacere.

È da sabato che non riesco a dormire e non ho neppure più appetito (forse è meglio, perché vorrei cercare di perdere quei chiletti che ho messo su ultimamente, prima di gonfiarmi con gli ormoni…).
Sono perennemente in ansia. Mi sento i battiti a mille. In questi giorni cerco di pensare ad altro, di svagarmi, di passare poco tempo a casa… Lunedì sera dopo il lavoro sono andata a trovare mia nonna, ieri pomeriggio ho partecipato ad una manifestazione animalista, stasera sono andata a trovare un mio amico in ospedale… In ufficio c’è un gran casino e non ho neppure dieci minuti liberi per girovagare su internet sui soliti forum che parlano di maternità (e forse è bene così!)… Eppure… Il tempo sembra non passare mai!
Non vedo l’ora che sia sabato per fare la puntura di Enantone. Ho una fifa boia, eppure non vedo l’ora che arrivi quel giorno. Non vedo l’ora di iniziare. Non riesco a pensare ad altro! Proprio io, che ho una paura atroce degli aghi…

Mi sento ottimista e felice, forse anche troppo. Continuo a pensare che, tra un mese e mezzo o giù di lì, potrei essere incinta… Potrei finalmente realizzare il mio sogno, dopo questi mesi orribili in cui tutto sembrava perduto!

Lo so che non devo farmi troppe illusioni, che le cose potrebbero anche andare male, ma… Non riesco a non sorridere. Sono felice, ed era da tanto tempo che non mi sentivo così.

Esattamente un anno fa stavo organizzando il mio matrimonio. Fino a qualche giorno fa desideravo con tutto il cuore poter tornare indietro a quel periodo magico, alle prove dell’abito, alla scelta delle bomboniere, quando ancora non sapevo che gli spermini di Marito fanno schifo (una buona percentuale è priva di testa… O__o). Invece ora non faccio altro che contare i giorni che mancano a sabato. Questa settimana sembra infinita, e non oso pensare alle prossime!

Non vedo l’ora di farmi bucare, di ingrassare, di diventare isterica, di riempirmi di brufoli! Sarò un mostro tipo gli spermini di Marito, ma… Magari sarò incinta!

Oggi ho letto questo articolo sul Corriere della Sera. Un certo John Morris afferma che secondo lui  Jack lo Squartatore in realtà era una donna che, dopo aver scoperto di non poter avere figli, aveva deciso di vendicarsi uccidendo le ragazze e sventrando i loro corpi.

Fino a qualche giorno fa avrei pensato di essere una reincarnazione del famoso serial killer… Ora, invece, quando incontro una donna incinta o una mamma con al seguito il suo bambino, non posso fare a meno di sorridere e pensare tra me e me… Tra poco anch’io farò parte del club!

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Mezzogiorno di fuoco

Oggi è una giornata storica. Sono un vulcano di emozioni. Felicità, paura, commozione, terrore, ansia…
Ma andiamo con ordine, che a me piace creare un po’ di suspense…

Qualche giorno fa io e Marito abbiamo terminato le analisi preliminari per poter accedere alla fecondazione assistita. Purtroppo non ho più l’elenco degli esami, comunque più o meno erano questi: per entrambi analisi del sangue, analisi HIV ed epatite, analisi genetiche, solo per me tamponi vaginali con ricerca clamidia e micoplasmi, ecografia mammaria, elettrocardiogramma, pap test, solo per Marito analisi genetiche e spermiocoltura.

Non ho fatto il calcolo di quanto abbiamo speso, ma se a qualcuno di voi interessa basta che me lo chiediate (ma devo ricordarmi di bere qualcosa di forte prima).

Abbiamo impiegato esattamente due mesi e mezzo per fare tutte queste analisi. Siamo andati tramite il S.S.N. tranne che per la spermiocoltura, i tamponi vaginali, l’ago aspirato al seno (l’ho fatto perché l’ecografia mammaria aveva evidenziato un nodulo sospetto, che si è rivelato innocuo) e lo spermiogramma. In realtà la clinica che ci sta seguendo non ci ha richiesto un ulteriore spermiogramma, Marito ne aveva già fatti due, ma io volevo vedere se la situazione spermini era migliorata.
È proprio vero che a volte bisogna seguire l’istinto, perché in effetti ci sono buone nuove! Gli spermini sono ben un milione, ok, non è esattamente un esercito fecondante, ma il primo spermiogramma ne aveva “trovati” soltanto 500.000 e il secondo 800.000… La motilità è sempre a zero, sigh, (avranno ereditato la pigrizia dal proprietario), ma – udite udite – le forme normali sono cresciute dallo 0% al 39%! Ce la possiamo fare! Non daremo alla luce un mostro!
In realtà mi sembra incredibile che dall’ultimo spermiogramma (effettuato a metà febbraio) a questo (fatto esattamente tre giorni fa) la situazione sia cambiata tanto, visto che Marito non ha seguito alcuna terapia. Ho letto su internet che spesso i risultati possono variare da laboratorio a laboratorio (e in effetti, dietro mio consiglio, Marito ha fatto lo spermiogramma in tre laboratori diversi). In tutti i modi, meglio così!

Comunque la situazione è sì migliorata, ma non è sicuramente “normale” (quando detesto questa parola…). Le analisi, però, non hanno evidenziato quale possa essere la causa di questa carenza di spermini e della loro lentezza. Le analisi genetiche di Marito sono perfette, non ha infezioni tipo clamidia o altro, la situazione ormonale è ok. Boh. Chi ci capisce è bravo.

Anche le mie analisi vanno bene. Ricordate la biopsia che ho fatto tempo fa? Alla fine, fortunatamente, non ho nulla di grave, soltanto un’infezione cronica che mi trascinavo da chissà quanto tempo e che dovrò curare con una terapia locale della durata di un anno (ma questo non interferisce con la PMA).

Naturalmente non appena abbiamo finito le analisi ho preso appuntamento con il centro PMA per mostrare le analisi alla dottoressa. L’appuntamento era oggi a mezzogiorno. Proprio un mezzogiorno di fuoco, come ha esclamato la mia amica incintissima quando gliel’ho detto.

In questi ultimi giorni sono stata perennemente in preda all’ansia. L’appuntamento di oggi poteva cambiare le nostre vite (o almeno darci la speranza di poterle cambiare) oppure allungare questa atroce attesa e trascinarci in un altro vortice di analisi e farmaci… Sapevo benissimo che i casi erano due: o la dotteressa ci avrebbe permesso di iniziare subito l’iter per l’ICSI, oppure, con la scusa che siamo gggiovani, ci avrebbe consigliato di consultare un bravo andrologo e tentare una cura per gli spermini di Marito (cure che la maggior parte delle volte non portano a grandi successi). Naturalmente ero convinta che la seconda ipotesi fosse la più realistica. Sfigati come siamo, perché i nostri tormenti sarebbero dovuti finire così facilmente?

E quando la dottoressa ha guardato le analisi, ha sorriso e ha detto: “Allora, siete pronti a partire?” io e Marito ci siamo guardati, increduli… Non avevamo capito cosa volesse dire, e solo quando ha ripetuto la domanda abbiamo capito… PARTIAMO CON LA FECONDAZIONE ASSISTITA! Abbiamo risposto di sì all’unisono… Mi sono sentita felice come se avessi appena scoperto di essere incinta!

La dottoressa mi ha fatto un’ecografia per controllare le ovaie, poi mi ha illustrato i farmaci che dovrò prendere. Sabato prossimo, 12 maggio (ovvero il ventunesimo giorno del ciclo), dovrò fare una puntura di Enantone da 3,75 mg per sopprimere l’ovulazione (perciò avrò l’umore isterico di una appena andata in menopausa…). Poi dovrò aspettare che mi vengano le mestruazioni, e dal terzo al decimo giorno del ciclo dovrò fare, giornalmente, una puntura di Gonal per stimolare la produzione di follicoli. L’undicesimo giorno dovrò fare un’ecografia per verificare che tutto stia procedendo bene… Poi… Poi non ho ben capito, dovrò prendere un altro ormone, ma la dottoressa ha detto che mi spiegherà quando verrà il momento… In seguito, quando saranno ben maturi, mi preleveranno gli ovociti dai follicoli per poi fecondarli in vitro con gli spermini gentilmente donati da Marito (io mi devo imbottire gli ormoni e far inserire tutti gli aggeggi del mondo , mentre lui deve solo farsi una pippa… Mah…). Una volta formati degli embrioni belli belli, me li trasferiranno nell’utero… E circa quattordici giorni dopo farò il test di gravidanza e… Speriamo che Dio abbia ascoltato le nostre preghiere.
Ovviamente questo processo potrebbe non filare liscio come l’olio come l’ho descritto io, ma confido che il mio corpo resista e che non si metta a fare i capricci proprio ora!

Capisco che la mia spiegazione è alquanto scadente, perciò se volete informazioni più dettagliate vi consiglio di visitare questa pagina.

Da quando siamo tornati a casa sento il cuore battere fortissimo… Sono felice perché finalmente il destino ci ha concesso una possibilità… Ho paura perché non ho mai preso ormoni in vita mia, e da quello che ho letto su internet ci possono essere sgradevoli effetti collaterali… E ho paura anche perché purtroppo nessuno ci può garantire che avremo il nostro bambino… E non so come potremmo fare a trovare altri 3000 euro per fare un secondo tentativo (già trovare i soldini ora sarà dura…).

Marito si è messo a dormire sul divano (tutte queste emozioni l’hanno messo k.o.!) mentre io non riesco a calmarmi, non vedo l’ora che arrivi sabato per farmi fare la prima puntura dal Suocero (l’unico in famiglia che ne è capace!).

Comunque… Sono felice! Forse una felicità effimera, illusoria, ma… Sono felice!

Avrei voglia di fare una festa in stile Party Mamas!

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Ma almeno piove…

Non amo l’inverno. Così freddo, cupo, triste, sterile… C’era un tempo in cui amavo il cielo grigio e il gelo, perché riflettevano il mio stato d’animo. Ora, no. Ora adoro il sole, le giornate lunghe, i fiori che sbocciano, il caldo, persino l’afa. Forse perché il sole, in questo momento della mia vita, rispecchia di più quello che sento. Non tanto la serenità che ho ottenuto, ma soprattutto il mio desiderio di essere felice. Pienamente felice.

Ogni anno aspetto con trepidazione la primavera. Quest’anno non mi ero neppure accorta del suo arrivo. L’ho realizzato soltanto qualche settimana fa quando i primi giorni di tiepido sole hanno riempito i parchi di mamme e nonne sorridenti che giocano con bambini altrettanto gioiosi e felici.
Negli ultimi tempi quando cammino per strada incrocio solo mamme e bambini. Alla televisione vedo soltanto pubblicità di abbigliamento e cibo per neonati. Tutte le conversazioni che involontariamente origlio trattano di parti, nascite, bambini.

Qualche giorno fa ho incontrato al parcheggio del supermercato una vecchia amica di scuola. Ho scoperto che ha appena partorito il suo secondo figlio. Le ho fatto le congratulazioni con il cuore in gola e le lacrime che mi offuscavano la vista. Ho finto che fossero di commozione. Invece erano di rabbia, e di dolore. Dopo questo incontro, ho detto a mio marito di rientrare in macchina, perché avremmo fatto la spesa da un’altra parte. Non potevo sopportare di vedere il suo carrello pieno di pannolini.
Perché lei sì, e io no? Cos’ha questa ragazza più di me? ho continuato a chiedermi per ore ed ore.

Niente. Lei non ha niente più di me.

A parte i figli, io non ho nulla da invidiarle. A me piace la mia, anche se incompleta, vita.
Sono sempre stata brava nello studio, intelligente, volenterosa, talentuosa, sensibile. Mi sono spesso sentita ripetere che con le mie qualità avrei fatto grandi cose nella vita. Certo, io non posso lamentarmi della mia esistenza, ma… Non ho la cosa che più desidero.

Oggi in ufficio sono venuta a sapere che una ex collega è incinta. Io meriterei un figlio più di lei, ho continuato a ripetermi per tutto il giorno.
So che l’odio non mi può far bene. Lo so. Eppure a volte odiare mi sembra l’unico modo per non impazzire. E poi, in realtà, io non odio veramente queste donne. Io odio la paura, odio il destino, odio quello che ci sta capitando. E queste donne sono l’unico capro espiatorio su cui sfogare, dentro di me, senza lasciarla trapelare, la mia sofferenza.

La primavera è durata solo qualche giorno, per ora. È da più di una settimana che il freddo e la pioggia sono tornati. Ed io ne sono felice, per una volta. E spero che questo tempo malinconico duri ancora. Così, almeno per un po’, non dovrò vedere i bambini correre felici nel parco insieme alle loro mamme.
Mamme che, forse, non sanno di essere tanto fortunate.