Pubblicato in: infertilità, Riflessioni

Le mamme che non raggiungono i propri bambini

Qualche anno fa, una donna commentò il mio blog per raccontarmi di come avesse infine, dopo una lunga battaglia, dovuto desistere dal cercare un figlio.
“Certe mamme, semplicemente, non riescono a raggiungere il proprio bambino,” scrisse.

Mi è capitato di rileggere questa frase un paio di giorni fa, e da allora non faccio altro che pensarci… E pensare a tutte le donne che non sono mai riuscite a trovare il proprio bambino. A tutte le donne che non verranno mai considerate “madri” dal resto del mondo, mentre sono state “mamme nel cuore” per tanti anni, e lo saranno per sempre, anche dopo aver rinunciato a combattere per riuscire a diventarle.

 

Mentre cercavo mio figlio immaginavo che lui fosse un angioletto in Cielo, seduto su una nuvoletta; un angioletto piuttosto distratto, perché non si accorgeva della disperazione con cui la sua mamma e il suo papà lo stavano cercando!
Se si fosse reso conto di tutto quello che stavamo passando per raggiungerlo, sono certa che sarebbe subito sceso da quella stupida nuvoletta per atterrare tra le nostre braccia.

Il Cielo è pieno di angioletti distratti…

C’è stato un momento – probabilmente anche più di uno – in cui anche io ho pensato di arrendermi. Insomma, perché continuare ad accanirsi? Forse non ero destinata a partorire mio figlio. Forse avrei dovuto cercarlo altrove.
Tante coincidenze e segnali sono dovuti combaciare per convincermi a continuare la ricerca, la battaglia.
Io sono una di quelle mamme che è riuscita a trovare il suo bambino. Non per merito, non perché sia stata più brava o più agguerrita; semplicemente, per una buona volta, tutto ha girato per il verso giusto.

Eppure, sarebbe bastato pochissimo per farmi diventare una di quelle mamme che non sono riuscite a raggiungere il proprio bambino.
Se non mi fossi lasciata sedurre dalla speranza, se non avessi voluto interpretare certe coincidenze come il segnale che mi intimava di continuare nella ricerca, mio figlio non sarebbe qui, ora.
Forse ci sarebbe un altro figlio, magari nato da un altro ventre, forse non ci sarebbe nessuno. Chi lo può sapere.

Penso che si possa essere felici anche senza figli. E che esistano tanti modi per sentirsi madre, anche senza aver mai partorito, anche senza avere un bimbo che ti corre per casa.
Tante donne e altrettanti uomini decidono di non avere figli, e trovano la propria realizzazione in altri aspetti dell’esistenza umana. È una scelta, che io rispetto.

Anche le mamme che non riescono a raggiungere i propri bimbi possono essere ugualmente felici, e vivere vite piene.
La loro, però, non è una scelta.
Per sempre continueranno a sentirsi persone a metà. Perché non sono riuscite a trovare la propria parte mancante, quella più importante.

In questi anni ho letto tante storie di “mamme alla ricerca del proprio bambino”. Molte ce l’hanno fatta. Parecchie altre, no.
Penso spesso a loro. Mi identifico in loro, anche se sono passata “dall’altra parte” da diversi anni, ormai.
Mi identifico nel loro bisogno di amare che rimarrà per sempre non completamente soddisfatto, penso agli angioletti distratti che continueranno a restare seduti su una nuvola…

Penso a loro e non posso che arrabbiarmi con chi continua a definirci donne egoiste, che vogliono combattere contro la Natura, che non sanno accettare la realtà, che pretendono ciò che non spetta loro.

Perché la possibilità di amare, quella spetta a tutti noi.
Perché il cuore può essere fertile, anche quando il corpo non lo è.

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Autore:

Finalmente mamma.

5 pensieri riguardo “Le mamme che non raggiungono i propri bambini

  1. Mi piace pensare al bimbo su una nuvoletta, ma io – perdonami – lo associo – ai miei bimbi stella.
    A volte ci penso (da tanto a dire il vero) a come sarebbe la nostra vita senza un figlio, ma appena il pensiero si fa forte lo scaccio, perchè ho paura che quell’unica goccia di negatività possa attaccare tutto il positivo che invece con ardore, speranza e pazienza, stiamo costruendo (un pò come una goccia di inchiostro dentro un pò d’acqua).
    Ne abbiamo parlato e oltre questo, non andremo. Non pensiamo a surrogata nè ad adozione, semplicemente perchè non ce la sentiamo; chiamaci egoisti, ma è comunque una scelta che va fatta con ponderazione.
    Tu continua a fare il tifo per noi, io me lo sento che c’è un figlio per noi e spero che presto, tutte le congiunzioni astrali, saranno perfette e l’energia scenderà su di noi.
    Ps: se ti capita di buttare un occhi oltre le nuvole, guarda un pò se anche il mio bambino è distratto.. o semplicemente se la cicogna ha perso le coordinate del gps!
    Ps2: vieni a trovare: https://sempreattesa.blogspot.com/

    1. Ciao, anche io ho dei bimbi stella, e immagino che tutti i nostri figli, quelli in attesa di essere trovati e quelli che non sono riusciti a nascere, siano tutti insieme su nel Cielo… Perché il confine tra la vita e la non vita, come la nostra esperienza ci insegna, è molto sottile.
      Non ti considero egoista, ricorrere ad eterologa o adozione sono passi non facili, anche se tante persone superficiali consigliano questi percorsi senza considerare ciò che implicano.

      Anche io a volte ho pensato a come sarebbe stata la mia vita senza figli, ma scacciavo questo pensiero. Preferivo lottare per fare in modo di non dover sopportare un’eventualità che non volevo vivere. Ti mando un abbraccio e ti faccio un grosso in bocca al lupo… Anzi, alla cicogna 😉

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