La mia storia

Tempesta d’emozioni

Sabato ho fatto un altro controllo ecografico, e la ginecologa ha deciso di posticipare il transfer a domani, invece di procedere oggi come previsto.

Ovviamente non bastavano tutte le mie paranoie dovute al timore di soffrire come l’ultima volta, alla paura che i due embrioni rimasti non riescano a sopravvivere allo scongelamento, alla mia decisione di non restare a casa in malattia ma andare a lavorare come se niente fosse (e se l’ascensore si rompesse e dovessi fare le scale? E se i colleghi o il capo mi facessero incazzare e io perdessi le staffe?)… No! Ci voleva pure la neve!

Giuro, non credo di aver mai visto tanta neve come oggi. Probabilmente avrò già ripetuto questa frase almeno un paio di volte negli ultimi anni ma, si sa,  si tende a dimenticare certi eventi.

E’ inverno, è ovvio che nevichi. Non è un fatto così straordinario, come vogliono farci credere i telegiornali. Però… Oggi abbiamo visto diverse auto e camion finiti nei fossi, la macchina di Marito, dotata di gomme invernali, faticava a procedere, e la strada di campagna in cui abitiamo è stata totalmente ignorata dai contadini addetti a spalare la neve… Un inferno bianco, insomma!

Quindi ora, oltre alle suddette paranoie, si sono aggiunte le seguenti paure: e se la ginecologa/biologa/infermiera domattina non riuscissero a raggiungere il centro PMA? E se NOI non riuscissimo ad arrivare? E se le strade facessero schifo come oggi e le vibrazioni della macchina durante il viaggio facessero male agli embrioncini?

Ma la paura più grande, in realtà, è sempre una. E se non si potesse fare alcun transfer? Se gli embrioni non riuscissero a sopravvivere allo scongelamento?

Se non ricordo male, le statistiche dicono che il 50% circa degli embrioni scongelati non sopravvive. Quindi, se siamo fortunati ne potrebbe rimanere uno… Se siamo sfigati (e noi lo siamo) nessuno.

Io e Marito abbiamo, già dall’ultimo fallimento, deciso di prendere questo tentativo con molta leggerezza, senza pensare e sperare troppo.

In realtà è soprattutto lui a pensarla in questo modo. Io gli ho detto di essere d’accordo, ed è così, ma… In fondo al cuore, non posso che sperare che questi puntini luminosi nati sotto una cattiva stella possano, finalmente, prendere vita.

Ho assolutamente bisogno di qualcosa in cui sperare, di qualcosa in cui credere…

Ma forse ha ragione Marito… Se anche questo tentativo fosse destinato a finire male, sarebbe meglio se le nostre speranze svanissero domani, e non dopo quattordici giorni di illusioni…

A questo punto, non so più nemmeno io in cosa sperare.

Pregare affinché questi embrioncini sfigati attecchiscano e diano vita ad un miracolo è pretendere troppo, vero?

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7 thoughts on “Tempesta d’emozioni

  1. Ti prego pensa positivo. Ci sono cose nate sotto i migliori auspici, a me!!, finite a scatafascio. Potrebbe essere il contrario, dai. Forza io ci sono!!!!!
    Baci

  2. dai resisti,spero per voi che sia la volta buona….a me tocca aspettare luglio per avere il primo transfer e ad essere sincera qst mesi sembrano non voler passare mai e poi leggo di tante donne come te che hanno già avuto più di una di qst esperienze che non è andata bene….cosi la mia ansia cresce e luglio appare ancora più lontano.Coraggio gli embrioncini ce la faranno!! 😉

  3. Vedrai che andrà tutto bene. Cerca di stare serena e non preoccuparti: anche se dovessi fare le scale non pregiudicheresti l’impianto!Altrimenti nessuna donna resterebbe incinta. Ti abbraccio

  4. io sono convinta che la neve sia magica e porti fortuna, la prima volta che ha nevicato a Roma io sono rimasta incinta….attendo la neve anche quest’anno ma nulla. 😦 quindi coraggio e tanti xxxxxx

  5. Eva!! Nevica!!! è una cosa bellissima che nevichi!! E’ una cosa da raccontare ai tuoi puntini luminosi quando ti ascolteranno raccontare l’inizio della loro vita!
    Una storia magica!*-*
    Un abbraccio forte che spero infondi un po’ di coraggio!
    Dai, stringiamo forte le dita.
    SONO CON TE!

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