La mia storia

Meno uno

Meno uno.
No, non sono i gradi che ci sono in questo momento. A dire il vero non ho neppure idea di che temperatura ci sia fuori ora. So che è inverno soltanto perché ogni tanto mi casca l’occhio sulla finestra e vedo i fiocchi di neve cadere.
E anche perché Studio Aperto non fa che ricordarci con tono melodrammatico che fa freddo e nevica, così come, con la medesima angoscia, ogni benedetto agosto ci annuncia che fa caldo (ma va?). Non che io guardi regolarmente Studio Aperto, s’intende, ma ogni tanto, tra uno zapping e l’altro, finisco involontariamente su Italia Uno proprio mentre è in onda lo pseudo-tg Mediaset (ci tenevo a precisarlo).

Dicevo?
Ah, sì. Meno uno.
Tra ventiquattro ore, anzi, molte meno a dire il vero, scoprirò se sono incinta oppure no.
E scoprirò anche quanto sono incinta.
Ormai non mi faccio più fregare. Ho capito come funziona. L’esperienza insegna.
Non basta che su quel maledetto test compaiano due linee. Non si può festeggiare, non ancora. Bisogna fare le analisi del sangue per le beta hcg. Aspettare i risultati. E sperare che restituiscano non soltanto un numero superiore allo zero, ma anche un BEL numero. E, in realtà, neppure in questo caso potrei stare totalmente tranquilla, perché si deve sperare che quel bel numero cresca regolarmente ogni due giorni, si deve aspettare di riuscire a vedere l’embrione tramite l’eco, e in molti, prima di festeggiare, aspettano addirittura di aver passato il primo trimestre…
In tutti i modi, un passo alla volta. Per ora mi accontento di avere un bel numero domani. Al resto ci penseremo poi.
Insomma, non è che possa preoccuparmi ora per la scuola a cui iscriverò il mio bambino, giusto?
Anche se, ansiosa come sono, potrei anche farlo…

Non ho idea di cosa mi aspetti. Non so come sentirmi. Speranzosa? Sfiduciata?
So solo che sono tanto stanca. E’ da quando sono a casa che dormo tantissimo e, più dormo, più ho sonno. E io non sono mai stata una dormigliona, eh… Anzi, di solito anche nel week end mi piace alzarmi presto perché il mattino ha l’oro in bocca. Adesso non riesco a fare niente, aspetto solamente che le giornate passino, e ho scoperto che il modo migliore per farle trascorrere più velocemente è perdersi nel mondo dei sogni… Sono come lobotomizzata.

Ieri notte ho sognato che facevo il test di gravidanza. La cosa buffa è che ero nel cortile del condominio dove abitavo prima, e facevo la pipì accucciata per terra, davanti a quello che era il nostro garage. Avevo paura che qualcuno mi vedesse dalla finestra, ma speravo che non sarebbe successo perché era molto presto e probabilmente stavano tutti dormendo.
Sul test sono comparse subito due linee, di cui la seconda molto scura, bella, viva… Ero così felice… Mi sono rivestita, alzata in piedi e…
A questo punto penserete che sia corsa da Marito a dargli la bella notizia. E invece no. Lui nel sogno non c’era proprio. C’erano, invece, i miei genitori.
Incredibile, vero? Nel mondo reale sono le ultime persone a cui penserei di comunicare il risultato del mio test di gravidanza! Ho detto loro che il test era positivo. E devo dire che non ricordo bene cosa sia accaduto a questo punto… Non so se ci siamo abbracciati (cosa che non accade più o meno dall’inizio degli anni Novanta) oppure no, comunque rammento che eravamo felici.

Da qui in poi il sogno ha preso una piega stranissima… Sono salita in macchina con i miei genitori. Alla guida c’era mia madre. Il cortile, prima vuoto, era ora trafficatissimo. C’era una lunga fila di macchine davanti al cancello che aspettavano di uscire. Mia madre, che in effetti non è molto brava a guidare, stava per investire una signora in procinto di salire sulla propria auto, ma io l’ho avvertita e fermata in tempo.
Siamo andati in centro, abbiamo parcheggiato la macchina e poi ho seguito i miei genitori per mille vicoletti; mio padre voleva mostrarmi qualcosa.
Lui correva e io correvo dietro di lui, facendo dei salti giganteschi, come se stessi correndo sulla luna. Io avevo paura a correre, perché temevo che facesse male al mio bambino, ma non volevo restare indietro… Ad un certo punto mio padre si è fermato, e orgogliosamente mi ha indicato quello che voleva mostrarmi: era la vetrina di un negozio, abbandonato. Al suo interno non c’era più niente, il pavimento era pieno di calcinacci, sembrava un cantiere.
Non ricordo che negozio fosse, ma forse era una bottega che si trova nel centro della nostra città, e che da piccola mi incuriosiva molto (non ricordo bene il perché). Ci passavo sempre davanti insieme a mio padre quando andavamo a trovare i miei nonni paterni, che a quel tempo abitavano in centro.

Comunque, tornando al sogno… Ricordo d’aver pensato che mio padre era proprio strano. Tutta quella strada per vedere un negozio vuoto? Quando mi sono girata, dietro di me ho visto una mia vecchia amica d’infanzia, che non vedo più da almeno dieci anni, infatti il suo aspetto nel sogno era lo stesso di quando era bambina. Mi sono avvicinata a lei, ero imbarazzata perché non ci parlavamo da tanto tempo, e mi sentivo anche un po’ in colpa per non averla mai chiamata. Ci siamo messe a chiacchierare e poi… Mi sono risvegliata.

Nel dormiveglia, prima di tornare definitivamente alla realtà, ero ancora sicura che quel test di gravidanza fosse vero… Ero sicura di essere incinta… E quando ho aperto gli occhi e capito che era stato solo un sogno, ho provato una grande delusione.

Per quanto riguarda gli altri elementi del sogno, non ho la più pallida idea di che cosa rappresentino, e mi sa che neanche la mia psicologa potrebbe riuscire ad interpretarli!

E’ da due giorni che il cuore mi batte fortissimo, pensando a quello che mi aspetta domani. Che poi, lo ripeto, anche se domani andasse bene non è detto proprio un bel niente… Però, sarebbe già una piccola vittoria. Una vittoria piccola ma indispensabile per continuare a sperare.

Devo dire la verità. Ho riposto tutte le mie speranze in questo tentativo. Ma non riesco a sentirmi ottimista come prima del transfer. Lo so, sono stata io stessa a consigliarvi di ignorare qualsiasi sintomo o fantasintomo, ma… Io mi sento normale, mi sento bene, mi sento… Vuota. So che è troppo presto per avvertire qualcosa, ma… Non so, forse è il mio istinto, forse il mio pessimismo, ma credo che non andrà bene.

Non voglio perdermi nelle mie paranoie. In fondo, ancora non posso essere certa di nulla. L’unica cosa di cui sono certa è che stanotte dormirò malissimo, farò sogni ancora più strani del solito e all’alba mi sveglierò eccitata come una bimba la mattina di Natale e correrò a fare il test di gravidanza (no, non nel cortile, ma in bagno, direi che è più decoroso).

E poi… Solo Dio lo sa.

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7 thoughts on “Meno uno

  1. La stanchezza pero’ é un buon segno…ma ti capisco, meglio non volerci vedere niente e aspettare con calma, é quello che pensavo anch’io. In bocca al lupo con tutto il cuore!

  2. Spero per te e mi auguro che quel piccolo puntino si sia aggrappato forte forte a te e finalmente domani ti faccia capire che lui/lei c’è!! Forza…io ho appena iniziato l’iter…e aspetto con ansia il mese di luglio, periodo in cui dovremmo fare il primo transfer…..dai dai domani deve essere positivo!!

  3. sì ..in certi casi meglio pensare “male” chè ritrovarsi con un pugno di sogni disillusi in mano… ma tanto il Sogno c’è, è il vostro ed è forte più di ogni altra cosa..
    mi lego tutto a incrocio scubidù
    se posso mi appendo pure al muro come una collana d’aglio
    e per Voi farò un bel pensiero..di quelli belli e speciali..
    anche io ti penso e tifo per te come le altre!!!

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