Pubblicato in: La mia storia

La prima volta

Oggi ho fatto la mia prima iniezione (di Enantone) per la soppressione. Ho da sempre una paura atroce degli aghi (e pensare che sono anche donatrice di sangue), ma per fortuna il suocero, nonché infermiere ufficiale della famiglia, è stato bravissimo e non ho sentito nulla!

Per un paio d’ore subito dopo l’iniezione ho avvertito tutti i sintomi più strani di questo mondo… Mi sentivo spossata, avevo caldo, mi girava la testa… Dopo essermi convinta che era tutto frutto della mia immaginazione, ora mi sento benissimo! Per la prima volta non vedo l’ora che mi vengano le Malefiche Rosse per poter iniziare la stimolazione con il Gonal! Il soppressore che ho preso, infatti, comincerà a fare effetto soltanto dal prossimo ciclo, mentre questo mese le mestruazioni arriveranno normalmente (concetto che ho capito soltanto stasera girovagando su vari forum, perché prima non l’avevo afferrato molto bene…).

Insomma, siamo finalmente partiti! E ne sono felicissima, anche se, devo ammetterlo, il mio ottimismo ha cominciato un pochino a smorzarsi. È da sabato scorso, ovvero da quando la dottoressa del centro PMA ha acconsentito a sottoporci all’ICSI, che non faccio altro che immaginarmi con il pancione e sognare ad occhi aperti il nostro bimbo, la sua cameretta, i suoi giocattoli… Mi vedevo già mamma, e la mia non era una speranza, ma proprio una certezza. Ora, invece, mi sento sì entusiasta, ma anche tanto spaventata… Non per i farmaci o per l’operazione, ma per la possibilità, che adesso sento più reale, che le cose non vadano come le immagino io. Mi rendo conto che ho lasciato correre un po’ troppo la fantasia. Ma è così bello sognare, no?

Tra tre giorni la mia amica incintissima dovrebbe partorire… Lei è rimasta incinta con un unico tentativo…
Negli ultimi giorni ho pensato spesso a lei, non con invidia, ma con felicità. Già vedevo io e lei passeggiare insieme per il parco con i nostri pargoletti… Mentre ora immagino il giorno in cui mi inviterà a casa sua a vedere il nuovo arrivato, e devo dire che non so con che spirito ci andrò. Avrò il sorriso sulle labbra, come sempre, ma forse quando andrò via e nessuno mi potrà vedere scoppierò in lacrime…

Che depressione, non sarà davvero colpa dell’Enantone?! (notare la rima…)